
Perchè ora che la primavera è arrivata, e finalmente si vede un po’ di azzuro nel cielo, non si può fare a meno di notarlo: il Palatul Parlamentului, da tutti qui conosciuto come Casa Poporului – la Casa del Popolo.
Il più grande edificio d’Europa.
Il secondo più grande al mondo per estensione (dopo il Pentagono).
Il terzo più grade al mondo per cubatura (sempre dopo il Pentagono e una piramide – quale? – in Egitto).
Una visita a Bucarest vale la pena solo per questo edificio, entrarvi dentro, maestoso e folle allo stesso tempo. Una collina è stata spianata per costruirlo, parte della città rasa al suolo (19 chiese ortodosse e 20.000 cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni) per fare spazio al Boulevard Unirii che da esso diparte, più di 10 anni di lavori, 700 architetti, materiale forzatamente trasportato da tutta la Romania per la sua costruzione (marmi, tessuti, cristalli, legnami), tutto rigorosamente rumeno. Perchè nella follia di chi lo volle, questo palazzo doveva rappresentare il paese, e la sua autosufficenza. E iniziarono a produrre seta solo per fare le tende.
Il conducator mai visse nel palazzo, perchè quando cadde il regime, solo la parte esterna era terminata.
Tanta fatica per nulla. Tanta follia per nulla
Negli anni 90 Donald Trumph tentò di acquistarlo per farci il più grande casino del mondo. Chissà cosa ne sarebbe stato. Una follia diversa probabilmente. Se poi interessa qualche dato più articolato e meno come dire dettato dall’emozione, c’è sempre Zia Wiki, non ce lo dimentichiamo.
Il Palazzo ospita oggi il Parlamento Rumeno, e un Museo d’Arte Moderna, ma rimane il segno più visibile dello stupro urbanistico che la città ha subito sotto il regime.
Ora c’è il sole finalmente, una nuova primavera è in arrivo (nel senso che si è quasi sciolta la neve)
Buona giornata
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