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Articoli taggati ‘razzismo’

Napoli – Steaua Bucarest

dicembre 12, 2010 3 commenti

Pur non essendo un incallito calciofilo, ci sono partite che ricoprono un certo interesse per motivi che vanno al di là del mero aspetto sportivo: una di queste partite sarà la sfida del SanPaolo di mercoledi prossimo, Napoli – Steaua Bucarest.

Posso immaginare che il SanPaolo sarà una bolgia in quella serata, ed è facile trovare analisi, pronostici e profezie su siti italiani. Mi sono chiesto invece come possa essere vista la partita dal lato rumeno. A distanza di poco meno di una settimana dalla partita, ProSport ha pubblicato un articolo che non promette nulla di buono, per la partita, per il calcio in generale, e per il punto di vista che offrono dell’Italia.

L’articolo si intitola “Avvertimento per i fan dello Steaua! Gli Italiani girano in scooter, e in velocità, ti hanno accoltellato e se ne sono andati”, e presenta una foto tratta dal film Gomorra, tanto per non cadere nei soliti stereotipi. Sottotitolo ai piedi della foto: la morte viene in scooter.

Insomma, una presentazione alquanto triste che mi auguro possa rivelarsi del tutto infondata. Aspetteremo mercoledi sera, augurandoci che si possa parlare solo di calcio, e non di altre cose.

Detto questo, posso anche capire che commenti così pungenti possano arrivare da un giornale sportivo vicino a una delle due squadre coinvolte nella partita. D’altra parte, non è che ultimamente Napoli si distingua all’estero per cose positive. Chi semina munnezza, non è che possa raccogliere altro. E quindi chi vuole seminare preoccupazioni ha gioco facile con il clichè di una Napoli pericolosa. Cosa invece mi ha lasciato molto più perplesso è il titolo con cui il sito della UEFA presenta la partita, ovvero “Il Napoli tenterà di rubare il 32-imo ultimo posto disponibile dello Steaua”. Si ecco, avete letto bene: il Napoli tenterà di rubare qualcosa che appartiene allo Steaua.

Se a parlare è un giornale sportivo, la cosa non mi preoccupa più di tanto perchè (1) è una pubblicazione sportiva (non ho mai tenuto in altissima considerazione le pubblicazioni sportive) e perchè (2) stiamo parlando di un giornale di parte, e quindi posso capire i timori (anche se li reputo esagerati) e la probabile mancanza di obiettività.

Se a esprimersi in termini discriminatori è il sito della UEFA, a me la cosa dà fastidio. Non trovate anche voi?

Banda larga: parliamo di nuovo di Romania e Italia

dicembre 6, 2010 Lascia un commento

Io dell’argomento ne avevo già parlato alcune volte, come per esempio quando avevo citato i dati sulla velocità di download dell’Household Download Index,  o in alcuni sfoghi sul wifi che qui c’è, e lì no. Ma oggi Google Alerts ha portato alla mia attenzione un post di Piccole Grandi Imprese, uno dei blog di Repubblica che titolava “Quelli della banda larga, l’Italia peggio della Romania”. Tralascio sul titolo, di per sè già pessimo e dai vaghi sapori di bisca di faccendieri. Ovviamente non mi sono trattenuto dal commentare il post, al quale l’autore stesso ha commentato dicendo che la sua era un’esagerazione. E allora vada per l’esagerazione, però non poteva mancare uno sfogo verso un’esagerazione che inciampa così palesemente sullo stereotipo Romania=arretratezza, e che pare essere espresso dall’alto di un Italia che “sorprendentemente” si scopre essere indietro. Nulla di personale si intende, continuerò a leggere Repubblica, ma un po’ di amarezza per un’analisi che mi permetto di leggere come superficiale. Sopratutto se la associo a una notizia altrettanto recente come quella della monnezza campana che viene a Bucarest, con tanto di criminalità al seguito (o forse la criminalità italiana era arrivata qui prima della monnezza?).

Insomma, un piccolo sfogo prima di andare a dormire. Buona connessione a tutti.

 


Berlusconi Basescu Sarkozy: oggi al lavoro non si parlava d’altro

novembre 22, 2010 Lascia un commento

Cosa si saranno detti i tre all’ultimo vertice di Lisbona? Oggi al lavoro non si parlava d’altro. Qui di seguito la mia personale quanto irreale interpretazione…

Basescu: senti ma allora per quell’affare? Mutu, il ragazzo ha bisogno di una nuova possibilità, per riscattarsi, far vedere che è un bravo giocatore.

Sarkozy: guarda non so, ho provato a parlare con Deschamps, magari se lo compra lui. Ma non basta lo sai.

Basescu: si, si lo so, se ti prendi Mutu, ti regalo Hagi, Vicolo Corto e dieci Dacia immatricolate nel 78 da regalare al prossimo incontro della Africa Francofona.

Sarkozy: sfotti, sfotti, guarda che continuo a rimandarti altri rom a casa. E poi Vicolo Corto non lo voglio!

Basescu: ma se te lo do senza nemmeno dover passare dal via!

Sarkozy: senti lascia perdere, e poi a dirti la verità Mutu è un brocco, lo dice anche mia moglie. Ora vado, và.

Basescu: ma senti, ma dai, almeno Mutu, altrimenti non se lo prende nemmeno l’Albinoleffe

Sarkozy: parlane con quell’altro là che ti dice lui come fare

Basescu: l’altro chi?

Sarkozy: l’italiano, chi altro.

Basescu: vabbè, ora vado

Sarkozy: vai, vai che a me chiama Carlà.

Basescu: Ba* Silviule.

Berlusconi: uè Traian, come stai? qualche gnocca l’hai portata?

Basescu: guarda, ho appena parlato con Nicola, ed era risentito, non vuole comprarsi Mutu

Berlusconi: ooohhh, ma tu qualche minorenne gliela hai offerta?

Basescu: ma è illegale!

Berlusconi: nessuna minorenne? ma tu sei pazzo caro mio.

Basescu: e come la giustifico una cosa del genere?

Berlusconi: digli che è la nipote di Jean-Marie Bockel

Basescu: si ma lo sai poi che con l’Africa non si sa mai come reagiscono.

Berlusconi: io ti do il numero di Gagliani, chiama lui e vedi se te lo piazza con il Cittadella

Basescu: grazie Silviule, non so che dire. Una Dacia in regalo la vuoi?

Berlusconi: no guarda, scappo che questi giornalisti non li sopporto più.

Basescu: si, poi rischi che facciano delle domande

Berlusconi: a dire il vero, ho un appuntamento con la cameriera del bar di sotto. L’ho abbordata stamane prima di fare colazione…

 

Lessico popolare: Non fare il Sarkozy

settembre 1, 2010 2 commenti

Come tutti voi lettori saprete ormai, la Romania è balzata agli onori della cronaca nelle settimane scorse grazie al colpo di genio che le calde giornate estive lungo la Senna hanno provocato al Signor Sarkozy. Avevo inizialmente deciso di non parlarne perchè non è facile trattare un tema come quello dei Rom dall’osservatorio privilegiato di Bucarest. I rimpatri per la televisione francese e l’elettorato di destra sono ormai cominciati, una manciata di Rom è arrivata, e non appena Sarkozy tornerà a salire nei sondaggi d’Oltralpe (conclusione già di per sè terribile), sono certo che i rimpatri si fermeranno.

Veniamo a noi, o meglio ai commenti sentiti su TVR (televisione nazionale rumena) nei giorni passati. I servizi sulla deportazione forzata, e a pagamento (deportazione è l’unico termine che mi viene in mente, non riesco a pensare ad altra definizione) non mancavano di far notare come l’iniziativa francese sia stata subito appoggiata e elogiata dalla Liga Nordului (Lega Nord ndr per chi non comprendesse la traduzione – vuoi mai che qualche padano si senta offeso per essere stato tradotto), partito xenofobo italiano. Senza entrare nel merito della faccenda, dato che sono da sempre convinto che tentare di fermare gli spostamenti della gente sarebbe un po’ come provare a fermare un fiume con le mani, voglio però riportare un fatto interessante, il conio di una nuova espressione nel lessico popolare Bucarestese: “Non fare il Sarkozy”.  L’espressione è atta a indicare una persona che racconta fesserie, e che vuole fare bela figura a tutti i costi. Insomma, un chiacchierone inaffidabile. Noooo! non sto parlando del Primo Ministro italiano, ma del Presidente francese. Non confondete i soggetti, miei cari lettori.

Insomma, poichè pare che nemmeno il Papa possa criticare la politica francese sull’immigrazione, io mi limito a fare alcuni calcoli. Pare che da metà luglio, data di inizio della deportazione, siano tornati in Romania 1000 persone. Ciò equivale allo 0,000016% della popolazione francese, e allo 0,00015% della popolazione immigrata in Francia. Capirete tutti che l’obiettivo di questa campagna non è assolutamente quello di contrastare l’immigrazione, ma semplicemente di rispondere in maniera grossolana, superficiale, populista e mediaticamente efficiente a quanto la gente è stata recentemente educata a domandare: una maggiore sicurezza. E cosa c’è di meglio di un’ubriacatura mediatica dove un migliaio di persone vengono deportate in un paese che suona ancora come tanto lontano nell’immaginario di molti?

Qui in molti hanno capito la cosa e l’indignazione non è legata al fatto in sè; piuttosto viene osservato con un sorriso amaro questo modo rozzo di lavarsi la coscienza, e pensare di risolvere in maniera barbara la questione Rom, come stanno provando a fare in Francia. Ed ecco allora che si diffonde l’espressione “Non fare il Sarkozy”.

Ieri in un suo interessante articolo, Jim Compton spiegava che politici come Sarkozy guadagnano punti nei confronti dell’opinione pubblica con azioni come questa. Il fatto è, afferma Compton, che “non ho mai incontrato un singolo europeo, al di fuori del mondo delle NGO e dell’associazionismo, il quale non provi paura, o addirittura disgusto, nei confronti dei Rom”. Tutto ciò suona alquanto agghiacciante a parer mio. In conclusione non posso fare altro che invitarvi a vedere i trailer dell’ultimo documentario di Compton sulle origini dei Rom, augurandomi che un video possa comunicarvi più di mille delle mie parole.


Quel non più tanto sopito razzismo che avanza

luglio 25, 2010 1 commento

Una volta si aveva timore ad esprimere i propri commenti razzisti in Italia, ci si vergognava per certi pensieri, certe idee.

Oggi pare che essere razzisti non sia più un tabù, insultare, denigrare, offendere qualcuno per il colore della pelle pare sia divenuta una cosa accettabile, addiritura una pratica promossa.

Queste sono le mie tristi considerazioni della domenica mattina che vengono dopo aver letto questo articolo di cui riporto qui sotto alcuni passaggi:

La ragazzina, classe 1988, studentessa, cittadina brasiliana ma abitante in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus urbano Sila in viale Belforte. Si stava lamentando con un’ amica nicaraguense per il caldo che c’era sul mezzo pubblico quando un uomo, “autista in borghese”, con bimbo in braccio e moglie incinta al seguito, si intromette e comincia ad insultarla. Le dice: “Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m…e non venite qui a romperci i c…» e altre ”gentilezze” simili. La ragazza risponde, la moglie prende le parti del marito e rincara. Alla fine la situazione degenera e i due mettono le mani addosso alla ragazza.

In un autobus con molta gente a bordo, la situazione non si risolve se non nel seguente modo:

A quel punto alla giovane brasiliana viene detto di scendere, ma lei si rifiuta. L’autista ferma il bus e chiede alla ragazza di andarsene “per ristabilire l’ordine”. La ragazza protesta e si domanda perchè debba scendere solo lei: ma non riceve una risposta ragionevole.

Non ci sono molte considerazioni da fare, o forse ce ne sono fin troppo ma la mia mente non riesce a far altro che sentirsi invasa da un’enorme tristezza…e mi tornano in mente i miei vicini di casa di quando ancora giovane abitavo nelle vallate del nord italia, paesaggio bucolico fatto di verde, cielo terso e profumo di campagna dove i nostri vicini non ci rivolgevano il saluto (non lo fanno tutt’ora con la mia famiglia che ancora vive li) sono perchè siamo meridionali.

Quindi, studentessa classe 1988 che eri sul bus quel giorno, temo proprio che il razzismo che hai dovuto provare su te stessa in quel di Varese non sia un caso isolato, nel sempre più degenerato bel paese.

Buona triste domenica a tutti.

Cernavoda non è più la via verso il mare

luglio 8, 2010 4 commenti

La città di Cernavoda rappresenta il punto in cui finisce uno dei due brevi tratti autostradali della Romania. Qui finisce l’autostrada verso il mare, e sempre qui iniziano gli ultimi quaranta o poco più chilometri di strade di campagna che ancora mancano per arrivare alla città di Costanza.
Cernavoda è scritto sui cartelli autostradali, è l’autostrada Bucarest – Cernavoda, è un punto di riferimento perchè sai che quando passi il maestoso ponte sul Danubio (è il Danubio quello, giusto?), paghi il casello e svolti a destra, dopo aver rischiato di perderti nella prima rotonda con tanto di cavalcavia che la sovrasta, beh, in quel momento sei a metà del cammino per Vama Veche. Ti metti l’animo in pace perchè la pacchia del guidare in autostrada è terminata, osservi con attenzione i canali per il passaggio delle navi, pensi quanto sudore e quanta sofferenza per scavare montagne intere,  e inizi a guardarti attorno per scegliere in quale paesino fermarsi a fare uno spuntino con salsicce, ciorba o mamaliga con smentana.
Purtroppo Cernavoda non è solo questa boa di metà percorso sulla sempre piacevole via verso il mare. Leggendo il blog di Sara, riporta quanto scoperto dalla Associazione Save The Dogs sull’uccisione dei randagi di Cernavoda. Vi invito a guardare il video qui di seguito per farvi un’idea di quanto accade, e di come ormai il canile di Cernavoda si sia lugubremente sostituito a tutte le cose che associavo alla città.

Il video preso dal sito di Save the Dogs:

E se ti dicessi che ogni 4 secondi un bambino muore di fame in Niger? Ci troveresti qualcosa da ridere?

luglio 7, 2010 8 commenti

Si lo so, il titolo forse sembra fatto per attirare l’attenzione, ma in realtà vuole richiamare l’attenzione su una cosa che ho letto ieri. Leggo Spinoza.it, ho anche la loro maglietta (un regalo dal salone del libro di TO) che recita “Be Serious” e mi sarò riletto 10 volte l’ultimo post che hanno scritto intitolato “E’ morto Taricone”. Ora, Spinoza è fatto anche di altri blog che gli girano attorno. Uno di questi è Kra*Satira e il suo ultimo post a cui si riferisce il titolo di questo post.

Kra fa della satira sul fatto che ogni 4 secondi un bambino muoia di fame in Niger, e devo dire che alcuni passaggi fanno pensare. All’inizio mi aveva lasciato un po’ perplesso, perchè l’argomento è sicuramente di quelli che lasciano poco spazio ai sorrisi; ma poi la logica è, mutatis mutandis, simile a quella che si ritrova dietro al post titolato a Taricone.

Si potrebbero aprire mille discussioni sull’opportunità di fare satira su un argomento come quello del Niger, ma non sta a me farlo. Io volevo solo riportare il post di Kra, che a me è piaciuto.

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Frattinescu esagerato?

maggio 28, 2010 Lascia un commento

Io non entro nel merito di quanto ha detto Frattini a proposito di Amnesty. Non sono un fine oratore, tantomeno un abile scrittore.

Ma addirittura paragonarlo a Ceausescu a me pare un pochino fuori luogo. Nonostante questo commento, mi associo con chi scrive che l’accusa di disfattismo d’ordinanza e’ una cosa da regime piuttosto che da paese civile.

Vacanze a Bucarest: commenti di un fine settimana domestico

maggio 25, 2010 10 commenti

Dopo alcuni giorni di latitanza, eccomi a scrivere nuovamente. La ragione della lontananza dalla rete è stata la visita dall’Italia di genitori e zii. Un fine settimana lungo in giro per Bucarest, con tanto di capatina nei non lontani Carpazi.
Giorni di babysitteraggio intensi dai tanti risvolti piacevoli. Certo la Romania non è un paese che molti sceglierebbero come destinazione turistica (io ci sono venuto a vivere invece :) e quindi ero molto curioso di vedere come la famiglia avrebbe guardato a questa città, cosa avrebbe notato, osservato, respirato, capito, ignorato, gustato, disgustato, domandato, pensato, commentato e molti altri -ato.
L’obiettivo non è certo quello di riportare in questa sede tutte le nostre conversazioni, e non, dei giorni scorsi, ma ci sono alcuni commenti che mi hanno colpito e che spero interpretino almeno in parte l’idea con cui sono risaliti sull’aereo zii e genitori. Il mio babbo è rimasto affascinato dalla maestosità folle della Casa del Popolo, risultato della follia di un uomo che univocamente ha lasciato al paese una pesante eredità: “un luogo che bisogna vedere per poter almeno tentare di farsi un’idea di cosa sia Bucarest”.
La mia mamma invece è rimasta colpita dal Museo del Villaggio (Museo Satului), non solo per l’idea originale che sta alla base del Museo, ma anche per tutti gli utili suggerimenti che ha potuto trarre dalle spiegazioni sulle tecniche di costruzione delle case nelle campagne rumene: “certo che una volta la gente era in grado di vivere in sintonia con la natura, facendo un uso migliore delle limitate risorse a disposizione”. Insomma, quanti accorgimenti delle case di campagna possono essere ripresi e utilizzati anche oggi. Per chi non lo sapesse, il Museo del Villaggio è un museo all’aperto iniziato negli anni 30 dove sono state portate e ricostruite in loco abitazioni tipiche dei diversi luoghi della Romania. Sono quasi tutte case originali smontate dai loro luoghi originali e rimontate qui a Bucarest.
Mi ha colpito cosa ha detto la mia zia passeggiando nella piazza di Brasov durante una assolatissima giornata: “dovremmo portare qui in visita tutti i leghisti”. Il suo era un modo per dire che la gente prima di giudicare dovrebbe vederle le cose. Correggimi se sbaglio zia.
L’ultimo commento lo lascio a mio zio e all’ultima sera che abbiamo trascorso tutti assieme qui a Bucarest: “ero venuto qui con un’idea e l’ho cambiata in questi giorni”. Forse questo pensiero era comune a molte persone che vengono in visita qui nella capitale, compresa l’allegra combriccola che era venuta a farmi visita. Ed è anche una prova di quanto sia importante viaggiare e conoscere. E per ogni persona che venendo qui riesce ad abbandonare pregiudizi o idee preconcette, io divento un po’ più contento. Ammetto che la cosa non è facile venendo dall’Italia, dove i mezzi di informazione non aiutano. Ma io posso dire di esserci riuscito in questo caso, merito di genitori e zii che sanno ascoltare, e che sono persone di vedute larghe!
Qualcun’altro che vuole venire in vacanza in Romania quest’estate?

PIL pro-capite a parità di potere d’acquisto

maggio 6, 2010 Lascia un commento

Ogni tanto mi piace andare a spulciare negli archivi dei portali e giornali online, per vedere come le notizie di attualità assumono una diversa prospettiva quando passano i giorni. A questo proposito mi sono di recente imbattuto in un articolo sulla Voce dal titolo “Lo sviluppo del Sud passa dall’Europa”. L’articolo ha poco più di un mese ma rimane di estrema attualità. Parla dell’Italia, o meglio, dell’eterno problema delle due Italie, paesi ad andatura diversa. Riporta alcuni dati molto interessanti. Per esempio, e cito,

…già nel 2005, il Mezzogiorno aveva un Pil pro-capite, a parità del potere di acquisto, simile a quello della Střední Čechy e della Jihozápad (regioni della Repubblica Ceca), a quello della Mazowieckie (regione polacca) e dell’Algarve (Portogallo) e non lontano da quello della Bucureşti-Ilfov (regione rumena che comprende Bucarest); la Közép-Magyarország (in Ungheria) presentava già valori superiori (Fonte: Eurostat).

Ecco, io non voglio stare qui a snocciolare numeri, però quando sento questi dati, e penso alla difficoltà di avere un accesso wifi libero in Italia, alla scarsa conoscenza dell’inglese, alla chiusura mentale che si può incontrare diffusamente in Italia (senza distingui geografici), beh mi domando cosa succederà.

Molto spesso la supponenza, quando non il razzismo, derivano anche dalla mancanza di conoscenza, dalla mancanza di dati.

Boh, non so, era un pensiero….

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