Un post di pensieri confusi, link diffusi e decibel che ancora ritornano dalla notte passata.
Da Palahniuk & Chocolate abbiamo pescato l’immagine qui sotto.

Ingredienti umani a cui mancano l’alchool del sabato sera, il tanfo che si leva dai tombini delle strade dissestate uccidendoti le narici, il sudore di energumeni affaticati nella calura di un locale sovraffolato, il fondotinta colante da volti di giovani donne con tacco alto e voglia di ballare. Si uniscono assieme nella notte di Bucharest, per essere poi dimenticate lentamente, come una resaca, nella lunga e pigra domenica mattina.
E la mattina dopo, la vita sembra un’installazione di Michael Brown, di lattine abbandonate, e una sedia da campeggio, trono solitario dell’effimero.

Michael Brown, Galleria Yvon Lambert, 108, rue Vieille du Temple, Parigi.
Lei la descrive com un’immagine metaforica, specchio che designa l’oggetto e la società che esso rappresenta, una rappresentazione feroce della società dei consumi. Pensieri troppo complessi per una domenica mattina, questo blog non processa concetti così elaborati, vede solo quella sedia solitaria e le sue damigelle lattine come la rappresentazione dell’inadeguatezza, dell’insensatezza e dell’effimero consumare le proprie notti fra lattine e decibel. E poi finire un giorno come Michael Corleone alla fine del Padrino III.
Questo blog non cerca di iniziare una nuova storia, ma si augura che la pagina bianca non sia un muro ad ogni passo per chi cerca di raccogliere i propri pensieri, e non lasciarli come lattine al vento, o come erbaccie sull’asfalto.
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