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Chi ci prende con il legame fra il titolo del post e la foto, vince un anno di aggiornamenti gratuiti al mio blog
Chi ci prende con il legame fra il titolo del post e la foto, vince un anno di aggiornamenti gratuiti al mio blog
Quando si dice che le nuove tecnologie non vogliono collaborare con noi mortali, cosa può succedere se si esagera con Twitter:
Io dell’argomento ne avevo già parlato alcune volte, come per esempio quando avevo citato i dati sulla velocità di download dell’Household Download Index, o in alcuni sfoghi sul wifi che qui c’è, e lì no. Ma oggi Google Alerts ha portato alla mia attenzione un post di Piccole Grandi Imprese, uno dei blog di Repubblica che titolava “Quelli della banda larga, l’Italia peggio della Romania”. Tralascio sul titolo, di per sè già pessimo e dai vaghi sapori di bisca di faccendieri. Ovviamente non mi sono trattenuto dal commentare il post, al quale l’autore stesso ha commentato dicendo che la sua era un’esagerazione. E allora vada per l’esagerazione, però non poteva mancare uno sfogo verso un’esagerazione che inciampa così palesemente sullo stereotipo Romania=arretratezza, e che pare essere espresso dall’alto di un Italia che “sorprendentemente” si scopre essere indietro. Nulla di personale si intende, continuerò a leggere Repubblica, ma un po’ di amarezza per un’analisi che mi permetto di leggere come superficiale. Sopratutto se la associo a una notizia altrettanto recente come quella della monnezza campana che viene a Bucarest, con tanto di criminalità al seguito (o forse la criminalità italiana era arrivata qui prima della monnezza?).
Insomma, un piccolo sfogo prima di andare a dormire. Buona connessione a tutti.
Si lo so, leggendo il titolo di questo post avrete pensato: ma sentilo un po’ questo italiano che vive all’estero, con tutti i suoi stereotipi. Di cosa mai si metterà a parlare oggi? di come il cappuccino non lo sanno fare all’estero, di come in Italia si mangia meglio, della Critica alla Ragion Pura del Cappuccino dopo le 11 del mattino, delle fettuccine Alfredo o degli spaghetti Bologneise.
In effetti un post del genere mi manca, e chissà che mai un giorno leggerete su Piata Unirii di fantomatiche pizze ananas e pepperoni, o di spagueti carbonnara. Il titolo al cappuccino è dovuto al fatto che ho appena finito di fare colazione qui e ora, digerendo su internet, mi piaceva l’idea di menzionare uno dei migliori cappuccini che abbia mai trovato a Bucarest.
Prima di scrivere questo post, ho scritto al mio babbo dicendogli di farsi un giro su Amazon.it che, come molti immagino sapranno, è finalmente giunto in Italia (e ora potrò comprare qualche titolo in italiano e farmelo mandare fin qui).
E allora ho pensato, quali saranno i primi titoli che mi comprerò probabilmente su Amazon.it? Due libri mi sono venuti in mente, Paolo Rumiz e il suo ‘Maschere per un massacro’, libro che tutte le persone interessate all’est Europa dovrebbero per lo meno sfogliare, e il nuovo ‘Terroni’ di Pino Aprile, libro che non ho ancora letto (ho solo sbirciato qualche pagina dal vicino di posto durante il mio ultimo volo in Italia) ma che da buon uomo del sud cresciuto al nord, vorrei tanto leggere.
Per questa mattina è tutto, buona domenica a tutti. E chissà che un giorno anche in Italia non arrivi il wifi…
Cosa si saranno detti i tre all’ultimo vertice di Lisbona? Oggi al lavoro non si parlava d’altro. Qui di seguito la mia personale quanto irreale interpretazione…
Basescu: senti ma allora per quell’affare? Mutu, il ragazzo ha bisogno di una nuova possibilità, per riscattarsi, far vedere che è un bravo giocatore.
Sarkozy: guarda non so, ho provato a parlare con Deschamps, magari se lo compra lui. Ma non basta lo sai.
Basescu: si, si lo so, se ti prendi Mutu, ti regalo Hagi, Vicolo Corto e dieci Dacia immatricolate nel 78 da regalare al prossimo incontro della Africa Francofona.
Sarkozy: sfotti, sfotti, guarda che continuo a rimandarti altri rom a casa. E poi Vicolo Corto non lo voglio!
Basescu: ma se te lo do senza nemmeno dover passare dal via!
Sarkozy: senti lascia perdere, e poi a dirti la verità Mutu è un brocco, lo dice anche mia moglie. Ora vado, và.
Basescu: ma senti, ma dai, almeno Mutu, altrimenti non se lo prende nemmeno l’Albinoleffe
Sarkozy: parlane con quell’altro là che ti dice lui come fare
Basescu: l’altro chi?
Sarkozy: l’italiano, chi altro.
Basescu: vabbè, ora vado
Sarkozy: vai, vai che a me chiama Carlà.
Basescu: Ba* Silviule.
Berlusconi: uè Traian, come stai? qualche gnocca l’hai portata?
Basescu: guarda, ho appena parlato con Nicola, ed era risentito, non vuole comprarsi Mutu
Berlusconi: ooohhh, ma tu qualche minorenne gliela hai offerta?
Basescu: ma è illegale!
Berlusconi: nessuna minorenne? ma tu sei pazzo caro mio.
Basescu: e come la giustifico una cosa del genere?
Berlusconi: digli che è la nipote di Jean-Marie Bockel
Basescu: si ma lo sai poi che con l’Africa non si sa mai come reagiscono.
Berlusconi: io ti do il numero di Gagliani, chiama lui e vedi se te lo piazza con il Cittadella
Basescu: grazie Silviule, non so che dire. Una Dacia in regalo la vuoi?
Berlusconi: no guarda, scappo che questi giornalisti non li sopporto più.
Basescu: si, poi rischi che facciano delle domande
Berlusconi: a dire il vero, ho un appuntamento con la cameriera del bar di sotto. L’ho abbordata stamane prima di fare colazione…
Si, oggi m’imbavaglio anch’io.
Secondo l’Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni (su cui è stata posta la fiducia) i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Senza considerare il fatto che il concetto stesso di pretendere di poter controllare la rete a me fa sorridere (eufemismo), io mi domando come la cosa sia materialmente possibile.
Due dubbi:
- il primo dubbio me lo ha fatto venire questo articolo. Poniamo il caso che io sia in ritiro spirituale sulle vette himalaiane dove sto frequentando un corso a distanza sul ruolo dei social media in Corea del Nord e qualcuno scrive dei commenti sul mio blog, o mi scrive una mail chiedendo una rettifica su qualcosa che ho scritto, e io non vedo i messaggi se non a distanza di settimane al ritorno dal ritiro spirituale, cosa mi succede? Sarò obbigato a versare allo stato un obolo pari a Euri 12.500?
-il secondo dubbio invece è forse un po’ più tecnico: io vivo fuori dall’Italia e per scrivere il mio blog uso una piattaforma open-source come WordPress, che penso abbia di meglio da fare che curarsi del ddl intercettazioni. Indi per cui mi domando su quali basi io sia tenuto a rispettare, o anche solo a considerare, questo ddl? Solo perchè scrivo in Italiano? E allora uno di Bolzano che ha un blog in tedesco non dovrà tener conto di questo ddl a meno che non trova un giudice che capisce il tedesco e lo costringe quindi a retificare in caso di richiesta. E in quel caso la retifica dovrà essere in italiano o in tedesco? E se invece un italiano che vive in Papua Nuova Guinea tiene un blog su come si vive da quelle parti, e magari parla male di un’agenzia di viaggi italiana che rifila delle sole immense ai turisti? Se l’agenzia di viaggi chiede lui di retificare qualcosa e proprio in quel momento si abbatte sull’intera Nuova Guinea un tifone che lascia la zona senza elettricità, e quindi senza internet per 48 ore e un minuto? Che succede al povero blogger? E chi decide come sanzionarlo? e chi si prende la briga di andare fino in fondo e controllare che la sanzione sia rispettata?
Infine, e giuro che termino qui, suppongo che nessuna piattaforma di blogging abbia i propri server in Italia. E se a loro questa legge non piacesse? In che modo avrebbero la possibilità di esprimere il loro dissenso? Sarebbe interessante sentire la loro opinione.
Ps. se qualcuno commenta su questo post chiedendo delle rettifiche, e io non rispondo entro 48 ore, per favore non denunciatemi…lì fuori è arrivata l’estate e magari può capitare che passi il pomeriggio al parco, invece che davanti al computer.
Ps2. ho anche aggiunto il logo dell’iniziativa qui sulla colonna a lato. Grazie alla segnalazione di BlogBabel che diceva di linkare questo post
Lo so, il widget e’ vecchio, esiste gia’ da un po’ ma a me l’ha segnalato una amica solo pochi giorni fa. Nulla di nuovo sotto il sole, ma io dovevo riportare questa notizia nel caso ci fosse qualcuno che ancora non era a conoscenza del widget.
Lo potete scaricare qui. Ma di cosa sto parlando? Beh, scaricate, ridete e commentate.
L’Household Download Index di Ookla è un indice basato su milioni di test effettuati attraverso Speedtest. L’indice mette a confronto le diverse velocità di download ai quattro angoli del globo. L’ultima classifica divisa per paesi prende in considerazione test di download effettuati fra il 30 Novembre 2007 e il 31 Maggio 2010. I risultati sono sorprendenti solo per chi non si è ancora abituato al fatto che le infrastrutture tecnologiche viaggiano su binari diversi da autostrade e ferrovie. Il primo posto nella classifica per paesi è saldamente in mano alla Corea del Sud con una velocità media di download (calcolata come la media della capacità di trasmissione effettivamente utilizzata in Mbps nei 30 giorni precedenti) di 34.28 Mbps, seguita al secondo posto dalla Lettonia con 24.45 Mbps.
Dato che questo blog si occupa di Italia e Romania, è mia premura informarvi dei dati relativi a questi due paesi, i quali si trovano rispettivamente al 57imo e al 7imo posto. L’Italia si trova subito dopo Macau, e prima di Israele, con una velocità di download di 4.39 Mbps. La Romania è invece nella Top 10 (18.67Mbps) dove ci sono solo due paesi dell’Europa Occidentale: Svezia e Paesi Bassi. La vecchia Europa sembra molto in ritardo in questo settore e i programmi di Lisbona non paiono aver sortito alcun effetto fino ad oggi.
La classifica del download per città non permette di vedere tutte le città del mondo ma offre i numeri delle prime 30 dove non c’è nessuna città italiana. Al contrario, la capitale rumena si posiziona al sesto posto superando Helsinki (capitale della Nokia), e di poco sotto Stoccolma (Ericson).
É forse anche per questa ragione che gli investimenti nel settore dell’IT a Bucharest hanno visto nomi importanti aprire i propri centri di ricerca da queste parti. Segno che la banda larga è in grado di portare innovazione.
Un ultima considerazione legata ad un test che potrebbe essere utile per tutti i navigatori è la seguente. Ookla offre la possibilità di effettuare un test di velocità della propria connessione Internet. Basta collegarsi alla pagina http://www.speedtest.net/ per poter scoprire quale è l’effettiva velocità a disposizione, e confrontarla con le promesse dell’ISP di turno.
Special Thanks a @coinqua per la segnalazione dei dati dell’ Household Download Index
Il 2 Giugno 1981 moriva a Roma Salvatore Antonio Gaetano, meglio conosciuto come il grande Rino Gaetano. A poco più di trent’anni un’incidente d’auto si portava via l’artista calabrese.
Per tutte quelle generazioni che come la mia hanno conosciuto la sua musica solo attraverso vecchie registrazioni e video su youtube, a me piace ricordarlo con due video che rappresentano due caratteristiche di Rino cantautore: da un lato il suo modo di fare diretto e scanzonato, senza timori o reverenze nei confronti dell’Italietta dei tempi, un paese che si stava avvitando su se stesso negli anni di piombo. Esempio del rapporto di Rino con questa Italietta è il video qui sotto: si tratta della partecipazione di Rino a Aquario nel 1978, programma di Maurizio Costanzo con la partecipazione della Dama della famiglia Agnelli.
Dall’altro lato la semplice bellezza popolare dei suoi testi. Bellezza che si rivede in un testo forse meno famoso, ma ricco di verve popolare: Agapito Malteni il Ferroviere
Ciao Rino. Chissà cosa ne avrebbe cantato Rino del mondo 2.0 di oggi, di internet, dei blog, del mondo virtuale e dei social network…forse avrebbe detto Nuntereggae Chiù…
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