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Mărţişor

febbraio 28, 2010

Domani è Martisor, pronuncia “Merziscior”, o qualcosa di simile. Che cos’è? Fino a ieri pure io non ne avevo idea, ma una passeggiata pomeridiana in Piata Unirii mi è bastata a capire. La gente sembra impazzire per questa festa. Aggiungo che ieri un collega mi ha addirittura chiamato per spiegarmi cosa fosse, e soprattutto per dirmi cosa dovevo preparare per lunedi. Questo blog infatti ignorava totalmente la necessità di dover comprare un Martisor per ognuna delle colleghe. E’ tradizione infatti che il 1 di Marzo ogni uomo debba comprare un piccolo presente per tutte le donne che conosce: chincaglierie, fiori, orecchini, pendagli, o simili. L’importante è che l’oggetto abbia un cordino rosso e bianco; la tradizione dice che il regalo è un auspicio per un anno di buona salute e benessere.

Ho fatto due conti, e solo nel mio ufficio ho 13 colleghe, il che ha significato la domenica pomeriggio in giro a comprare Martisor.

Non contento, mi sono però chiesto cosa significasse Martisor e, come spesso accade, mi sono rivolto alla zia Wiki per avere una risposta. L’etimologia della parola significa “piccolo Marzo”, e la festa celebra l’inizio della primavera. Zia Wiki non mi ha saputo dire quale sia l’origine della festa, tantomeno amici e colleghi sono stati in grado di aggiungere nulla al riguardo.

Le uniche supposizioni trovate su internet dicono che l’origine sia da ricercare nell’antica Roma, dove l’anno nuovo veniva celebrato il primo di Marzo, il mese di Marte, dio della guerra.

Io per ora ho comprato i Matisor da portare a lavoro domani, vediamo se trovo qualcuno che mi sappia anche dire qualcosa in più sulla festa.

Per ora, buon Martisor a tutti, magari appena torno in Italia, ne porto qualcuno con me.

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