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Good Bye Lenin e Capitalismo? No, grazie

marzo 7, 2010

Quanti spunti si incontrano sulla rete. L’ultimo in ordine di tempo è Cavò, il blog-rifugio di Alpeadriacinema. Un post sociologicamente  interessante, che rimanda ad uno studio presentato in un articolo di Alessandro Alviani sulla Stampa, dal titolo: Goodbye Lenin? No, grazie.

L’articolo parla di un esperimento condotto da 28 sociologi ed etnologi tedeschi nella piccola città di Wittenberge, ex-DDR. Dato che questo blog vive e parla di Bucarest, e della Romania, ha subito provato a pensare che risultati avrebbe avuto lo stesso studio, se effettuato da queste parti.

Certo Wittenberge, e la DDR, hanno avuto in dote il sostegno della Germania ovest, mentre la Romania, a distanza di vent’anni, ha poco meno di cento chilometri di autostrada, una capitale con due aereoporti dirimpettai che non comunicano fra loro, un kebab che a questo blog non piace molto e un elevatissimo numero di automobili costose (fonte dati IPSTAT-SUV: Io PaSseggio per la STrada Angosciato da tanti SUV) che sfrecciano su arterie congestionate, a lato di preistoriche Dacia.

Colpisce nell’articolo sulla Stampa, la conclusione che “il consumo è diventato un sostituto della vita lavorativa”, parole migliori questo blog non sarebbe riuscito a trovare per descrivere la condizione che anche qui predomina. E poi una volta tutti avevano un lavoro, una stabilità fatta di una vita senza sorprese, una casa, la totale mancanza di fiducia nel vicino e il divieto di possedere animali da allevamento (anche questi erano di proprietà dello stato).

E oggi? Oggi qui ci sono fra i salari più bassi dell’intera Europa, una differenza impressionante fra ricchi e poveri e una sbornia da capitalismo ignettato in vena, senza gli anticorpi che avrebbero dovuto/potuto mitigarne gli eccessi.

Complicato…

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  1. marzo 7, 2010 alle 2:01 pm

    ho segnalato il tuo post nei commenti al post di cavò. che giri!
    buona domenica dalla fredda Italia (anche se non credo ai livelli della Romania 😉
    ciao

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