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IL VIGILE URBANO

marzo 11, 2010

Ieri sera nevicava, non è una novità, qui nevica sempre. E forse nemmeno quanto questo blog stà per raccontarvi è una novità qui all’ombra di Dracula. Insomma, tornando a casa dopo le sette fatiche del quotidiano vivere, l’ultimo grande incrocio da attreversare prima del rientro al focolare è un caos di clacson conditi di CO2 in giornate di quiete e serenità. La neve che scende ininterrotta rende però il suddetto incrocio un luogo peggiore di una discussione parlamentare italiana avente l’immunità parlamentare come odg. Non avendo un Presidente della Repubblica dal piglio fermo e risoluto, le sorti del traffico cittadino in Boulevard Unirii sono affidate a quel deus ex machina del vigile urbano.

Autorevole autorità autorizzata, il vigile urbano sogna una migliore azione della fotosintesi clorofiliana fra paletta alzata, braccia roteanti in segno di lascia passare e colpi di tosse da nonno nicotinomane. Questo blog era proprio lì, fermo sul ciglio della strada in attesa del via libero: con fare coordinato le auto si fermano da un lato e i pedoni cominciano la traversata dall’altro. Tuttavia é proprio in questo momento che il fatto avviene: in attesa dell’agoniato lascia passare, proprio nel momento in cui meglio osserviamo l’uomo della municipale con fare caustico e perseverante, quest’ultimo smette d’improvviso abdica al proprio ruolo, richiamato probabilmente dal trillo accattivante del suo cellulare. Come è buona creanza non bere in servizio, altrettanto buon costume sarebbe non interagire al cellulare nel mezzo dell’esercizio della funzione vigilante. Ma purtroppo non è questo quel che accade: il protagonista di questa storia, avvolto nel suo costume di giallo catarifrangente, quieto quieto, calmo calmo, si avvia verso il marciapiede che divide le carreggiate e, come un setter irlandese attorno a un palo della luce, si ferma nei pressi del semaforo, abbandonandosi nella sua conversazione riservata. La neve continua a scendere, le auto franche dal timore dell’infrazione si sentono libere di attraversare a loro piacimento, e i pedoni arrischiano la propria vita in attraversamenti collaterali.

E speriamo che smetta in fretta di nevicare…

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