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Le elezioni regionali viste dalla periferia d’Europa

marzo 27, 2010

La campagna elettorale più stitica che io ricordi è ormai terminata. Domenica e lunedi si vota in Italia per rinnovare 13 Consigli Regionali. Ostacolati dalle Alpi e da una primavera che latita, anche qui, alla periferia d’Europa, si ricevono e si seguono con interesse le notizie sull’Italia. Sarà la connessione con fibra ottica a 100 Mbps che mi permette di seguire l’involuzione delle notizie italiane? Dimenticavo, l’unico sito che non riesco ancora a far funzionare bene è quello della Rai, con la sua piattaforma monopolista!


Insomma, con una connessione che in Italia non è forse così diffusa, mi sono visto e rivisto Raiperunanotte (un sussulto di web 2.0), ho provato a capire cosa avessero combinato con le liste a Roma e in Lombardia, immaginato come sarebbe il mondo se vincesse Cota, osservato l’ultima manifestazione romana e, tronfio d’orgoglio, ho iniziato a gridare a tutti gli amici e conoscenti stranieri che in Italia non avremo più il cancro nel giro di tre anni. Vivendo all’estero da anni, in molte occasioni ho provato a spiegare la politica italiana a chi dell’Italia non ne ha una vasta conoscenza: non dimentico mai gli sguardi basiti di stranieri che proprio non si capacitano di come funzionino le cose in Italia. Ci provo sempre con parole mie, e con l’aiuto di chi l’Italia prova a spiegarla in inglese. Senza grandi risultati, ahimè.
Forse la cura del cancro passerà alla storia solo come una delle tante boutade nazional-popolari di chi ha perso il contatto con la realtà, ma questo è uno di quei momenti in cui mi sento proprio stanco di dover spiegare un paese che non fa altro che incasinarsi la vita. E’ solo un momento di sfiducia, passerà anche questo, e a elezioni terminate, mi cimenterò nuovamente nel comprendere l’irrazionalità fatta paese. Ci proverò, anche da qui, anche dalla periferia d’Europa.

Un ultimo pensiero: Raiperunanotte ha avuto circa 100.000 contatti, il Presidente del Consiglio è andato in onda su 5 telegiornali nazionali, inondandoli del suo verbo, e sbeffeggiando la par condicio.

Buone elezioni a tutti.

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