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Il Vicino di Casa

aprile 1, 2010

Oggi tornando a casa dal lavoro, sull’ascensore ho finalmente interagito per la prima volta con un vicino di casa: alto, tondetto e con gli occhiali, sulla quarantina e con tanto di stempiatura crescente. In perfetto rumaliano (rumeno e italiano), sono riuscito a capire il suo nome, che ho ora regolarmente dimenticato. Il fatto che sia sceso dall’ascensore un piano prima di me mi ha fatto dedurre che viva al piano di sotto. Nel viaggio comune in ascensore, il Signor Vicino di casa ha ripetutamente puntato il dito al soffito, gesto che ho provato a interpretare in due possibili modi. O questo era il suo modo per esprimere un certo disappunto nei confronti delle bruciature e dei cicles che addobbano il soffito dell’ascensore, oppure il suo era un modo per spiegarmi che vive al piano sotto al mio. Io ho optato per la seconda opzione, che lo renderebbe dunque un mio vicino verticale. In altre parole, ogni volta che salto o faccio cagnara, lui sentirà. Signor Vicino, mi raccomando lei non si arrabbi se a volte ascolto un po’ di musica a orari poco consoni. E se poi anche lei fosse nuovo nel palazzo, volevo dirle che non sono io quello che si mette a trapanare alle 9 del sabato mattina. Però se lei lo conosce, me lo faccia sapere.

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  1. aprile 2, 2010 alle 9:42 am

    Gli hobbisti fissati con il trapano sono insopportabili già in orari urbani, poi chissà per quale motivo gli esponenti di questa categoria antropologica si cimentano preferibilmente di domenica mattina (presto!), nei giorni di festa etc…
    Ciao, ciao! Sara

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