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Bialetti sposta la moka in Romania

aprile 9, 2010

Ho appena letto che la Bialetti trasferirà probabilmente in Romania parte delle sue attività, chiudendo la produzione nel VCO e delocalizzando tutto da queste parti. Non ho capito dove però. In un altro articolo sull’argomento si dice che il modello di produzione su cui si fonda la Bialetti non è più sostenibile in Italia a causa della congiuntura internazionale (bla,bla,bla…) e “dell’alta incidenza dei costi fissi e indiretti”, così recita la spiegazione ufficiale dell’azienda perlomeno. Nulla da dire al riguardo, la Bialetti non è un ente no-profit, e va dunque dove questi abominevoli costi fissi e indiretti sono inferiori.

A me fa un po’ sorridere l’urlatore Grillo, il quale si scatena contro questi politici sciagurati dell’Italia e dell’Europa, e qui gli do ragione, i quali finanziano i nostri capitalisti di sventura e le loro delocalizzazioni produttive nell’est europeo. E questo mi fa un po sorridere, e non lo dico in tono polemico. Semplicemente l’est europeo sfrutta quello che è forse uno dei suoi maggiori vantaggi comparati: il minor costo del lavoro. E mi vien da pensare a cosa avranno mai detto gli operai inglesi quando negli anni sessanta iniziò la delocalizzazione del tessile dalla Gran Bretagna all’allora Italia in via di sviluppo. Mi domando anche quali idee abbia mai in mente Grillo, demagogia in stile politichese o qualche magica ricetta economica per poter mantenere una produzione ad alta incidenza di costi fissi (e basso valore aggiunto) in un paese con un costo della vita come quello italiano?

Certo lui se la prende con l’Europa, e con questo sistema che permette ad un imprenditoria spesso canaglia di aumentare i propri ricavi, ma io non credo che l’Europa vada considerata con tutti i suoi meriti e demeriti assieme, non a rate, o a seconda dei gusti.

Special thanks a Coinqua per avermi segnalato questa notizia sulla Bialetti!

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