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L’ontologia del fico

aprile 26, 2010

“Io non capisco la gente che non ci piacciono i fichi”, cantava Guccini, lanciandosi poi nell’ontologia del fico. Continua il buon Francesco, “i fichi son quella cosa pregevoli assieme al prosciutto, mangiabili in parte o del tutto da soli o sia pure in alcun..”
In questa stagione dell’anno non si trovano i fichi qui a Bucarest, ma penso nemmeno in Italia. Cosa invece è comparso sugli scaffali del supermercato sono i fichi d’India. Il reparto di frutta esotica del Carfur, grande quanto il sedile posteriore di una Cinquecento, ha due mensole frigo, e tre prodotti rachitici. Ma su questo si può anche sorvolare, insomma è tutta frutta importata, e io non mi aspetterei la migliore qualità. Se poi uno pensa anche alle emissioni di CO2 per poter trasportare questi prodotti fin qui, passa proprio la voglia di mangiarli. Diciamo che i fichi d’India rumeni mi fanno tornare in mente i pomodori dei supermercati olandesi: estremamente lontani dall’essere appetitosi.
Ma poniamo pure che in noi non risieda alcuna coscienza ambientalista, e che si sia solo interessati a gustarci questi fichi, assieme al prosciutto, soli o in compagnia. Abbasso lo sguardo e vedo il prezzo, accuratamente documentato e riportato nella foto qui sotto. 80 Lei al chilo per i fichi, che detto in Euri fa 20 Euri al chilo. Chissà quante risate si stanno facendo ai piani alti del Carfur…ricarico del mille per mille, o poco ci manca.
Il lucro sulla delocalizzazione del fico.

Etichetta dei Fichi d'India a 20 Euri al chilo

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