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Posts Tagged ‘acquisti’

Singlish

aprile 26, 2011 Commenti disabilitati

Chi ci prende con il legame fra il titolo del post e la foto, vince un anno di aggiornamenti gratuiti al mio blog 🙂

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Singapore

aprile 23, 2011 4 commenti

Lo so che ultimamente non ho aggiornato il blog con assiduita’ ma scrivere e’ una cosa che non si puo’ forzare, anche quando si tratta di stupidagini, o della piu’ semplice quotidianita’.

Sono in viaggio in questo momento: posti nuovi, volti nuovi, caldo, odori diversi, cibo diverso e tanti altri dettagli che per circa un mese modificheranno la mia quotidianita’. Premetto che non sono in vacanza, ma che si tratta di lavoro, per tutti quelli che in mala fede staranno gia’ pensando “ma guarda un po’ che fortunello, un mese in giro per l’Asia”.

Iniziero’ dunque da Singapore, prima tappa del viaggio. Nella speranza di non demordere prima della fine, spero di riuscire ad aggiornare il blog per la gioia di mamma e babbo, e del gatto del vicino, assiduo lettore di questo blog.

Dicevamo dunque Singapore, citta’-stato dove la detenzione di droghe e’ punita con la decapitazione. E non si scherza, a partire dal formulario per l’immigrazione che si compila in aereo: aprendolo, si legge a lettere rosse in stampatello grande: la detenzione di droghe e’ punita con la decapitazione. Sul momento non ci faccio caso, ma il fatto che l’aereo su cui sto volando sia partito da Amsterdam mi fa sorridere.

Parlando di aereoporti, Changi fa sembrare Schipol un luogo scomodo per reietti; al suo interno giardini botannici, uno zoo di farfalle e lo scivolo piu’ alto del mondo.

E fuori dall’aereoporto eccoci nel sud est asiatico, in quell ultima lingua di terra che nei secoli scorsi francesi, cinesi, inglesi e giapponesi si sono contesi a lungo. Ci sono circa 25 gradi in piu’ di quanti ne avevamo a Bucarest, la gente guida dal lato opposto della strada e tutto pare cosi’ straordinariamente in ordine, con uno strano odore di detergente in ogni dove. L’aria condizionata e’ d’obbligo e i centri commerciali sono i templi di questa citta’. Per strada le persone sono estensioni bio-meccaniche di prodotti Apple, con piccoli cavi bianchi che dalle orecchie scendono lungo il collo. Vieni a Singapore e capisci che non c’e’ storia nella guerra dei tablet: ci sono tanti Apple Store quanti McDonalds (questa e’ una mia personale esagerazione, ma ogni tanto ci vuole).

Vorrei parlare anche dei grattaceli, del Marina Bay e della vista che si ha da li’ sopra (vedi foto), di Little India e dell’acqua calda da bere, ma mi hanno insegnato che i post troppo lunghi poi annoiano. Mi fermo qui dunque, prima puntata di questo viaggio in Asia: non piu’ solo Piata Unirii, ma tante altre piazze, viali e citta’. E se qualcuno ha qualche consiglio o raccomandazione su Singapore, please share!

PubblicitĂ  Digimobil Italia

dicembre 11, 2010 3 commenti

RDS-RCS è uno dei maggiori fornitori internet, televisione e telefono fisso/mobile di Romania. Da qualche settimana in televisione trasmettono la pubblicitĂ  di un nuovo servizio per l’Italia: Digimobil Italia. RDS-RCS ha aperto una sua sede italiana, offrendo un numero telefonico di cellulare italiano con cui è possibile chiamare la Romania al costo di una telefonata nazionale. Ovviamente il target sono i rumeni che vivono in Italia, interessante vedere come la stessa compagnia abbia rappresentato i propri connazionali in questa reclame.

Il protagonista, camionista rumeno che vive a Roma, chiama dal suo cellulare Digimobil la fidanzata che vive in Romania. La ragazza risponde al telefono gemendo in maniera un po’ ambigua, e facendo andare su tutte le furie il fidanzato. Quest’ultimo ingrana quindi la marcia e sul suo tir corre diretto verso la Romania fino a giungere a casa della fidanzata.

Il resto non ve lo racconto, potete vederlo qui sotto. Cosa ne pensate del modo in cui vengono rappresentati i personaggi della pubblicitĂ ?

Cappuccino please!

novembre 28, 2010 4 commenti

Si lo so, leggendo il titolo di questo post avrete pensato: ma sentilo un po’ questo italiano che vive all’estero, con tutti i suoi stereotipi. Di cosa mai si metterĂ  a parlare oggi? di come il cappuccino non lo sanno fare all’estero, di come in Italia si mangia meglio, della Critica alla Ragion Pura del Cappuccino dopo le 11 del mattino, delle fettuccine Alfredo o degli spaghetti Bologneise.

In effetti un post del genere mi manca, e chissĂ  che mai un giorno leggerete su Piata Unirii di fantomatiche pizze ananas e pepperoni, o di spagueti carbonnara. Il titolo al cappuccino è dovuto al fatto che ho appena finito di fare colazione qui e ora, digerendo su internet, mi piaceva l’idea di menzionare uno dei migliori cappuccini che abbia mai trovato a Bucarest.

Prima di scrivere questo post, ho scritto al mio babbo dicendogli di farsi un giro su Amazon.it che, come molti immagino sapranno, è finalmente giunto in Italia (e ora potrò comprare qualche titolo in italiano e farmelo mandare fin qui).

E allora ho pensato, quali saranno i primi titoli che mi comprerò probabilmente su Amazon.it? Due libri mi sono venuti in mente, Paolo Rumiz e il suo ‘Maschere per un massacro’, libro che tutte le persone interessate all’est Europa dovrebbero per lo meno sfogliare, e il nuovo ‘Terroni’ di Pino Aprile, libro che non ho ancora letto (ho solo sbirciato qualche pagina dal vicino di posto durante il mio ultimo volo in Italia) ma che da buon uomo del sud cresciuto al nord, vorrei tanto leggere.

Per questa mattina è tutto, buona domenica a tutti. E chissĂ  che un giorno anche in Italia non arrivi il wifi…

Dai una possibilitĂ  alla pipì

aprile 28, 2010 1 commento

Il titolo sembrerĂ  non dei piĂą fini ma è questa la scritta “Give piss a chance” che campeggia sugli spazi pubblicitari da affittare nei bagni pubblici. Dove? Ovviamente sopra ogni pissoire. A me piace come idea, e a chi legge?

L’ontologia del fico

aprile 26, 2010 Commenti disabilitati
“Io non capisco la gente che non ci piacciono i fichi”, cantava Guccini, lanciandosi poi nell’ontologia del fico. Continua il buon Francesco, “i fichi son quella cosa pregevoli assieme al prosciutto, mangiabili in parte o del tutto da soli o sia pure in alcun..”
In questa stagione dell’anno non si trovano i fichi qui a Bucarest, ma penso nemmeno in Italia. Cosa invece è comparso sugli scaffali del supermercato sono i fichi d’India. Il reparto di frutta esotica del Carfur, grande quanto il sedile posteriore di una Cinquecento, ha due mensole frigo, e tre prodotti rachitici. Ma su questo si può anche sorvolare, insomma è tutta frutta importata, e io non mi aspetterei la migliore qualitĂ . Se poi uno pensa anche alle emissioni di CO2 per poter trasportare questi prodotti fin qui, passa proprio la voglia di mangiarli. Diciamo che i fichi d’India rumeni mi fanno tornare in mente i pomodori dei supermercati olandesi: estremamente lontani dall’essere appetitosi.
Ma poniamo pure che in noi non risieda alcuna coscienza ambientalista, e che si sia solo interessati a gustarci questi fichi, assieme al prosciutto, soli o in compagnia. Abbasso lo sguardo e vedo il prezzo, accuratamente documentato e riportato nella foto qui sotto. 80 Lei al chilo per i fichi, che detto in Euri fa 20 Euri al chilo. ChissĂ  quante risate si stanno facendo ai piani alti del Carfur…ricarico del mille per mille, o poco ci manca.
Il lucro sulla delocalizzazione del fico.

Etichetta dei Fichi d'India a 20 Euri al chilo