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Posts Tagged ‘Basescu’

Berlusconi Basescu Sarkozy: oggi al lavoro non si parlava d’altro

novembre 22, 2010 Commenti disabilitati

Cosa si saranno detti i tre all’ultimo vertice di Lisbona? Oggi al lavoro non si parlava d’altro. Qui di seguito la mia personale quanto irreale interpretazione…

Basescu: senti ma allora per quell’affare? Mutu, il ragazzo ha bisogno di una nuova possibilità, per riscattarsi, far vedere che è un bravo giocatore.

Sarkozy: guarda non so, ho provato a parlare con Deschamps, magari se lo compra lui. Ma non basta lo sai.

Basescu: si, si lo so, se ti prendi Mutu, ti regalo Hagi, Vicolo Corto e dieci Dacia immatricolate nel 78 da regalare al prossimo incontro della Africa Francofona.

Sarkozy: sfotti, sfotti, guarda che continuo a rimandarti altri rom a casa. E poi Vicolo Corto non lo voglio!

Basescu: ma se te lo do senza nemmeno dover passare dal via!

Sarkozy: senti lascia perdere, e poi a dirti la verità Mutu è un brocco, lo dice anche mia moglie. Ora vado, và.

Basescu: ma senti, ma dai, almeno Mutu, altrimenti non se lo prende nemmeno l’Albinoleffe

Sarkozy: parlane con quell’altro là che ti dice lui come fare

Basescu: l’altro chi?

Sarkozy: l’italiano, chi altro.

Basescu: vabbè, ora vado

Sarkozy: vai, vai che a me chiama Carlà.

Basescu: Ba* Silviule.

Berlusconi: uè Traian, come stai? qualche gnocca l’hai portata?

Basescu: guarda, ho appena parlato con Nicola, ed era risentito, non vuole comprarsi Mutu

Berlusconi: ooohhh, ma tu qualche minorenne gliela hai offerta?

Basescu: ma è illegale!

Berlusconi: nessuna minorenne? ma tu sei pazzo caro mio.

Basescu: e come la giustifico una cosa del genere?

Berlusconi: digli che è la nipote di Jean-Marie Bockel

Basescu: si ma lo sai poi che con l’Africa non si sa mai come reagiscono.

Berlusconi: io ti do il numero di Gagliani, chiama lui e vedi se te lo piazza con il Cittadella

Basescu: grazie Silviule, non so che dire. Una Dacia in regalo la vuoi?

Berlusconi: no guarda, scappo che questi giornalisti non li sopporto più.

Basescu: si, poi rischi che facciano delle domande

Berlusconi: a dire il vero, ho un appuntamento con la cameriera del bar di sotto. L’ho abbordata stamane prima di fare colazione…

 

Taglio del 25% dei salari nel settore pubblico (2′ parte)

maggio 12, 2010 Commenti disabilitati
Le dichiarazioni di Basescu non hanno lasciato la Romania indifferente. In questi giorni si sono susseguiti diversi incontri con sindacati e associazioni di categoria, come riporta il Ziarul Financiar, in cui diverse alternative sono state prese in considerazione. L’idea di una “tassa di solidarietà” per i ceti abbienti mi pare la più originale. Non per il contenuto, ma piuttosto per il nome.
Spulciando sul sito del FMI ho però trovato un comunicato emesso dalla Missione del FMI in Romania. Il comunicato riporta la data del 10 Maggio, ovvero lunedi, e nel concludere la descrizione del suo operato dice che “…the mission presented a number of options in this regard [misure correttive ndr], most of them relying on significant revenue increases. The authorities decided, however, to focus primarily on cutting expenditures”. In parole povere, il FMI dice di aver presentato diverse opzioni per misure finanziarie correttive, ma che sono state le autorità rumene a volersi concentrare sul taglio della spesa.
Sintomo credo di una situazione finanziaria non affatto rosea, e forse di conti pubblici di cui non sappiamo tutto. Purtroppo i mercati se ne sono accorti e il RON ha ricominciato il suo processo di lenta e continua svalutazione nei confronti di un Euro che non attraversa certo il suo periodo migliore.

Taglio del 25% dei salari nel settore pubblico

maggio 10, 2010 10 commenti
La notizia risale alla settimana scorsa ma ho avuto bisogno di un intero fine settimana per poterne metabolizzare il significato, e per poter provare a capirne la portata.
Il Presidente rumeno Basescu ha annunciato che dal mese di giugno i salari del settore pubblico subiranno un taglio del 25%. Simile sorte toccherà ai sussidi di disoccupazione e alle pensioni che verranno decurtate del 15%. “Il settore pubblicoha detto Basescu in conferenza stampa giovedi scorso “è come un grassone di 200 Kg che poggia sulle spalle di un uomo di 50 Kg“. Sull’onda di queste parole, la Romania si prepara ad uno dei peggiori tagli dall’avvento dell’economia di mercato.
Una breve ricerca sulla rete non mi ha permesso di trovare molte notizie al riguardo nei siti di informazione italiana. Al contrario, i maggiori siti di informazione internazionale hanno riportato il fatto. EUbusiness riporta le parole di Basescu secondo il quale il taglio era inevitabile per poter mantenere gli impegni presi con il FMI, e per poter garantire la restituzione del prestito di 20 miliardi di Euro concesso nel 2009 dal FMI, l’Unione Europea e la Banca Mondiale.
Sempre secondo le parole di Basescu, l’alternativa all’ingente taglio nel settore pubblico sarebbe stato un aumento dell’IVA dal 19 al 24%. L’obiettivo pare essere quello di evitare una situazione come quella che si sta verificando in Grecia in questo momento, e tentare di mantenere per quest’anno il deficit entro il 5.9% del PIL.
Alcune considerazioni si aprono di fronte alla scelta di tagliare i salari (anche quelli minimi) piuttosto che alzare le tasse. Una misura come l’innalzamento dell’IVA tocca indistintamente tutte le classi sociali (trattandosi di un imposta indiretta), il che vuol dire che il pane costerà di più per tutti, senza distinzione di reddito. Un taglio degli stipendi pubblici significa invece andare a toccare solo alcuni determinati segmenti della popolazione, accollando su di loro tutto il fardello del sacrificio economico. Con salari minimi di poche centinaia di Euro, un decurtamento del 25% è una misura che avrà un forte impatto sul tenore di vita di molti cittadini appartenenti alle classi meno abbienti.
Tuttavia, il paese pare aver digerito la drastica misura senza grossi sobbalzi. Bucarest nel fine settimana non ha assistito a nessuna protesta di piazza, nessuna auto incendiata o banca assaltata. E se succedesse in Italia? Se annunciassero domani un taglio del 25% dei salari ai dipendenti e ai pensionati pubblici?