Archivio

Posts Tagged ‘Bucarest’

Succede a Bucarest

giugno 23, 2011 1 commento

A Bucarest fa caldo, in casa senza aria condizionata ci si squaglia già alle sette del mattino. L’estate è ormai arrivata prepotente sul cemento dei viali cittadini, e si trova rifugio solo nel verde dei parchi o nella pioggia che precisa arriva nel fine settimana. Non riesco a scrivere con costanza sul blog, ma non è il caldo. Ci sono alcune perle di attualità che però non voglio far passare invano, ed eccomi qui dunque a scriverne in questa mattina di città. Oggi vi narro di quella volta in cui una coppia di amici dovette chiamare la polizia perché durante la notte dei ladri avevano rapinato la loro azienda (al pian terreno di un condominio). Risultato? Ovviamente nessuno pensava di poter mai recuperare il maltolto, ma sentirsi dire dalla polizia che rischiavano di dover pagare una multa di seimila Ron, circa millecinquecento euri, per non aver installato un sistema d’allarme in ufficio, qualche dubbio su come giri il mondo te lo fa venire. Ma poi Rino Gaetano cantava ad esempio a me piace il sud

Ieri, Oggi e Domani

aprile 4, 2011 Commenti disabilitati

Ieri

Oggi

Domani

Napoli – Steaua Bucarest

dicembre 12, 2010 3 commenti

Pur non essendo un incallito calciofilo, ci sono partite che ricoprono un certo interesse per motivi che vanno al di là del mero aspetto sportivo: una di queste partite sarà la sfida del SanPaolo di mercoledi prossimo, Napoli – Steaua Bucarest.

Posso immaginare che il SanPaolo sarà una bolgia in quella serata, ed è facile trovare analisi, pronostici e profezie su siti italiani. Mi sono chiesto invece come possa essere vista la partita dal lato rumeno. A distanza di poco meno di una settimana dalla partita, ProSport ha pubblicato un articolo che non promette nulla di buono, per la partita, per il calcio in generale, e per il punto di vista che offrono dell’Italia.

L’articolo si intitola “Avvertimento per i fan dello Steaua! Gli Italiani girano in scooter, e in velocità, ti hanno accoltellato e se ne sono andati”, e presenta una foto tratta dal film Gomorra, tanto per non cadere nei soliti stereotipi. Sottotitolo ai piedi della foto: la morte viene in scooter.

Insomma, una presentazione alquanto triste che mi auguro possa rivelarsi del tutto infondata. Aspetteremo mercoledi sera, augurandoci che si possa parlare solo di calcio, e non di altre cose.

Detto questo, posso anche capire che commenti così pungenti possano arrivare da un giornale sportivo vicino a una delle due squadre coinvolte nella partita. D’altra parte, non è che ultimamente Napoli si distingua all’estero per cose positive. Chi semina munnezza, non è che possa raccogliere altro. E quindi chi vuole seminare preoccupazioni ha gioco facile con il clichè di una Napoli pericolosa. Cosa invece mi ha lasciato molto più perplesso è il titolo con cui il sito della UEFA presenta la partita, ovvero “Il Napoli tenterà di rubare il 32-imo ultimo posto disponibile dello Steaua”. Si ecco, avete letto bene: il Napoli tenterà di rubare qualcosa che appartiene allo Steaua.

Se a parlare è un giornale sportivo, la cosa non mi preoccupa più di tanto perchè (1) è una pubblicazione sportiva (non ho mai tenuto in altissima considerazione le pubblicazioni sportive) e perchè (2) stiamo parlando di un giornale di parte, e quindi posso capire i timori (anche se li reputo esagerati) e la probabile mancanza di obiettività.

Se a esprimersi in termini discriminatori è il sito della UEFA, a me la cosa dà fastidio. Non trovate anche voi?

Banda larga: parliamo di nuovo di Romania e Italia

dicembre 6, 2010 Commenti disabilitati

Io dell’argomento ne avevo già parlato alcune volte, come per esempio quando avevo citato i dati sulla velocità di download dell’Household Download Index,  o in alcuni sfoghi sul wifi che qui c’è, e lì no. Ma oggi Google Alerts ha portato alla mia attenzione un post di Piccole Grandi Imprese, uno dei blog di Repubblica che titolava “Quelli della banda larga, l’Italia peggio della Romania”. Tralascio sul titolo, di per sè già pessimo e dai vaghi sapori di bisca di faccendieri. Ovviamente non mi sono trattenuto dal commentare il post, al quale l’autore stesso ha commentato dicendo che la sua era un’esagerazione. E allora vada per l’esagerazione, però non poteva mancare uno sfogo verso un’esagerazione che inciampa così palesemente sullo stereotipo Romania=arretratezza, e che pare essere espresso dall’alto di un Italia che “sorprendentemente” si scopre essere indietro. Nulla di personale si intende, continuerò a leggere Repubblica, ma un po’ di amarezza per un’analisi che mi permetto di leggere come superficiale. Sopratutto se la associo a una notizia altrettanto recente come quella della monnezza campana che viene a Bucarest, con tanto di criminalità al seguito (o forse la criminalità italiana era arrivata qui prima della monnezza?).

Insomma, un piccolo sfogo prima di andare a dormire. Buona connessione a tutti.

 


Elenco delle cose che ha visto sotto le strade di Bucarest (legge Franco Aloisio, di Parada)

novembre 30, 2010 5 commenti
  1. Ho visto gruppi di bambini, inseguiti dalla polizia, rifugiarsi nei tombini, per non esser catturati.
  2. Ho sentito il gelo invernale di Bucarest e il senso di salvezza nel caldo dei canali sotterranei dove corrono le tubature dell’acqua calda.
  3. Sono sceso nei canali, dove i bambini ricostruivano le loro nuove  famiglie con i loro compagni di sventura.
  4. Ho visto una banda di ragazzini di strada rubare un giocattolo ad un bimbo di famiglia e, di fronte al suo pianto, ridarglielo.
  5. Sotto le strade di Bucarest qualcuno mi ha detto “nel momento in cui mi hai rispettato, ho capito che mi volevi bene”
  6. Ho rincorso un clown franco-Algerino, Miloud Oukili, con gruppi di ragazzini di strada, stregati dalla sua magia, che oggi sono diventati veri artisti
  7. E soprattutto ho capito che non esistono bambini di strada, ma bambini dimenticati in strada da adulti, e che questi adulti siamo tutti noi.

 

Dalla puntata di ieri sera di Vieni via con me.

Del programma di Fazio e Saviano ne avevo gia’ parlato qui.

Cappuccino please!

novembre 28, 2010 4 commenti

Si lo so, leggendo il titolo di questo post avrete pensato: ma sentilo un po’ questo italiano che vive all’estero, con tutti i suoi stereotipi. Di cosa mai si metterà a parlare oggi? di come il cappuccino non lo sanno fare all’estero, di come in Italia si mangia meglio, della Critica alla Ragion Pura del Cappuccino dopo le 11 del mattino, delle fettuccine Alfredo o degli spaghetti Bologneise.

In effetti un post del genere mi manca, e chissà che mai un giorno leggerete su Piata Unirii di fantomatiche pizze ananas e pepperoni, o di spagueti carbonnara. Il titolo al cappuccino è dovuto al fatto che ho appena finito di fare colazione qui e ora, digerendo su internet, mi piaceva l’idea di menzionare uno dei migliori cappuccini che abbia mai trovato a Bucarest.

Prima di scrivere questo post, ho scritto al mio babbo dicendogli di farsi un giro su Amazon.it che, come molti immagino sapranno, è finalmente giunto in Italia (e ora potrò comprare qualche titolo in italiano e farmelo mandare fin qui).

E allora ho pensato, quali saranno i primi titoli che mi comprerò probabilmente su Amazon.it? Due libri mi sono venuti in mente, Paolo Rumiz e il suo ‘Maschere per un massacro’, libro che tutte le persone interessate all’est Europa dovrebbero per lo meno sfogliare, e il nuovo ‘Terroni’ di Pino Aprile, libro che non ho ancora letto (ho solo sbirciato qualche pagina dal vicino di posto durante il mio ultimo volo in Italia) ma che da buon uomo del sud cresciuto al nord, vorrei tanto leggere.

Per questa mattina è tutto, buona domenica a tutti. E chissà che un giorno anche in Italia non arrivi il wifi…

Lessico popolare: Non fare il Sarkozy

settembre 1, 2010 2 commenti

Come tutti voi lettori saprete ormai, la Romania è balzata agli onori della cronaca nelle settimane scorse grazie al colpo di genio che le calde giornate estive lungo la Senna hanno provocato al Signor Sarkozy. Avevo inizialmente deciso di non parlarne perchè non è facile trattare un tema come quello dei Rom dall’osservatorio privilegiato di Bucarest. I rimpatri per la televisione francese e l’elettorato di destra sono ormai cominciati, una manciata di Rom è arrivata, e non appena Sarkozy tornerà a salire nei sondaggi d’Oltralpe (conclusione già di per sè terribile), sono certo che i rimpatri si fermeranno.

Veniamo a noi, o meglio ai commenti sentiti su TVR (televisione nazionale rumena) nei giorni passati. I servizi sulla deportazione forzata, e a pagamento (deportazione è l’unico termine che mi viene in mente, non riesco a pensare ad altra definizione) non mancavano di far notare come l’iniziativa francese sia stata subito appoggiata e elogiata dalla Liga Nordului (Lega Nord ndr per chi non comprendesse la traduzione – vuoi mai che qualche padano si senta offeso per essere stato tradotto), partito xenofobo italiano. Senza entrare nel merito della faccenda, dato che sono da sempre convinto che tentare di fermare gli spostamenti della gente sarebbe un po’ come provare a fermare un fiume con le mani, voglio però riportare un fatto interessante, il conio di una nuova espressione nel lessico popolare Bucarestese: “Non fare il Sarkozy”.  L’espressione è atta a indicare una persona che racconta fesserie, e che vuole fare bela figura a tutti i costi. Insomma, un chiacchierone inaffidabile. Noooo! non sto parlando del Primo Ministro italiano, ma del Presidente francese. Non confondete i soggetti, miei cari lettori.

Insomma, poichè pare che nemmeno il Papa possa criticare la politica francese sull’immigrazione, io mi limito a fare alcuni calcoli. Pare che da metà luglio, data di inizio della deportazione, siano tornati in Romania 1000 persone. Ciò equivale allo 0,000016% della popolazione francese, e allo 0,00015% della popolazione immigrata in Francia. Capirete tutti che l’obiettivo di questa campagna non è assolutamente quello di contrastare l’immigrazione, ma semplicemente di rispondere in maniera grossolana, superficiale, populista e mediaticamente efficiente a quanto la gente è stata recentemente educata a domandare: una maggiore sicurezza. E cosa c’è di meglio di un’ubriacatura mediatica dove un migliaio di persone vengono deportate in un paese che suona ancora come tanto lontano nell’immaginario di molti?

Qui in molti hanno capito la cosa e l’indignazione non è legata al fatto in sè; piuttosto viene osservato con un sorriso amaro questo modo rozzo di lavarsi la coscienza, e pensare di risolvere in maniera barbara la questione Rom, come stanno provando a fare in Francia. Ed ecco allora che si diffonde l’espressione “Non fare il Sarkozy”.

Ieri in un suo interessante articolo, Jim Compton spiegava che politici come Sarkozy guadagnano punti nei confronti dell’opinione pubblica con azioni come questa. Il fatto è, afferma Compton, che “non ho mai incontrato un singolo europeo, al di fuori del mondo delle NGO e dell’associazionismo, il quale non provi paura, o addirittura disgusto, nei confronti dei Rom”. Tutto ciò suona alquanto agghiacciante a parer mio. In conclusione non posso fare altro che invitarvi a vedere i trailer dell’ultimo documentario di Compton sulle origini dei Rom, augurandomi che un video possa comunicarvi più di mille delle mie parole.