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Posts Tagged ‘Ceaucescu’

I 12 migliori film del decennio

novembre 21, 2010 2 commenti

Ho trovato su Smashinglists.com la lista dei migliori 12 film stranieri (e per stranieri, ovviamente loro intendono non americani) del decennio. Non sorprende che non ci siano film italiani – se a qualcuno viene in mente un film nostrano al di sopra della media fatto nell’ultimo decennio, vi prego di segnalarmelo –  e forse anche questo è un segno dell’imbarbarimento culturale nazionale.

E’ una piacevole sorpresa trovare un film rumeno, anche se poi sorpresa non è tanto per chi segue il cinema rumeno e i successi ottenuti negli ultimi anni. 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni si posiziona al sesto posto fra i migliori film stranieri del decennio. Diretto da Cristian Mungiu, di cui avevo già parlato qui, il film ha anche vinto la palma d oro a Cannes nel 2007.

Mi è venuta la voglia di andare a rivedermi il film, buona serata a tutti.

C’era una volta…

agosto 11, 2010 Commenti disabilitati

Divenuto Viale dei Giovani (Bdul Tineretului) dagli anni 90

Con quell’aria un po’ così, quel fascino retrò delle cose che non fanno più paura, che non evocano più cattivi ricordi, oggi la vista di questa indicazione stradale dimenticata fa quasi sorridere. Il tempo dei giovani pionieri è terminato.

Frattinescu esagerato?

maggio 28, 2010 Commenti disabilitati

Io non entro nel merito di quanto ha detto Frattini a proposito di Amnesty. Non sono un fine oratore, tantomeno un abile scrittore.

Ma addirittura paragonarlo a Ceausescu a me pare un pochino fuori luogo. Nonostante questo commento, mi associo con chi scrive che l’accusa di disfattismo d’ordinanza e’ una cosa da regime piuttosto che da paese civile.

Intervista doppia

marzo 20, 2010 Commenti disabilitati

Le giornate come oggi sono quelle in cui questo blog pensa sarebbe cosa buona e giusta scrivere di politica, e di come stiamo “inguaiati”, ma poi sarebbe troppo semplice, e deprimente allo stesso tempo. Meglio continuare con l’insensatezza e la disarticolazione che ha contraddistinto questi mesi del blog.

A proposito di insensatezza, io l’sms non l’ho ricevuto sul numero rumeno, e un po’ mi dispiace. Magari faccio il rommin internazionale che poi arriva fin qui il messaggio.

Ma dicevamo, abbiamo citato l’insensatezza, e questo blog ha dunque pensato a due copertine famose. Le lasciamo qui di seguito, a mo di intervista doppia, ipoteticamente…

Perchè finire un post con un avverbio è sempre bello.

Il Palazzo più grande d’Europa: Casa Poporului

marzo 20, 2010 6 commenti

Perchè ora che la primavera è arrivata, e finalmente si vede un po’ di azzuro nel cielo, non si può fare a meno di notarlo: il Palatul Parlamentului, da tutti qui conosciuto come Casa Poporului – la Casa del Popolo.

Il più grande edificio d’Europa.

Il secondo più grande al mondo per estensione (dopo il Pentagono).

Il terzo più grade al mondo per cubatura (sempre dopo il Pentagono e una piramide – quale? – in Egitto).

Una visita a Bucarest vale la pena solo per questo edificio, entrarvi dentro, maestoso e folle allo stesso tempo. Una collina è stata spianata per costruirlo, parte della città rasa al suolo (19 chiese ortodosse e 20.000 cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni) per fare spazio al Boulevard Unirii che da esso diparte, più di 10 anni di lavori, 700 architetti, materiale forzatamente trasportato da tutta la Romania per la sua costruzione (marmi, tessuti, cristalli, legnami), tutto rigorosamente rumeno. Perchè nella follia di chi lo volle, questo palazzo doveva rappresentare il paese, e la sua autosufficenza. E iniziarono a produrre seta solo per fare le tende.

Il conducator mai visse nel palazzo, perchè quando cadde il regime, solo la parte esterna era terminata.

Tanta fatica per nulla. Tanta follia per nulla

Negli anni 90 Donald Trumph tentò di acquistarlo per farci il più grande casino del mondo. Chissà cosa ne sarebbe stato. Una follia diversa probabilmente. Se poi interessa qualche dato più articolato e meno come dire dettato dall’emozione, c’è sempre Zia Wiki, non ce lo dimentichiamo.

Il Palazzo ospita oggi il Parlamento Rumeno, e un Museo d’Arte Moderna, ma rimane il segno più visibile dello stupro urbanistico che la città ha subito sotto il regime.

Ora c’è il sole finalmente, una nuova primavera è in arrivo (nel senso che si è quasi sciolta la neve)

Buona giornata

Save the Dogs in Romania

marzo 11, 2010 3 commenti

Poche parole, più concrete del solito per il post di oggi. Il Corriere ha avuto in prima pagina oggi, fra gli approfondimenti sulla sua colonna destra dallo sfondo azzurro pallido, un articolo sulla Romania e sul problema del randagismo canino: con tanto di foto toccanti di cani accasciati, sperduti, debilitati, e condito, ad onor del vero, con una certa dose di stereotipi seduti accanto ai poveri cuccioli. Sarà l’inverno, sarà il freddo, sarà il traffico ma in città non si vedono molti dei due milioni di cani randagi che si stimano esserci in Romania. I pochi che ci sono suscitano compassione: abbandonati a se stessi sotto i rigori dell’inverno. La situazione diverrà forse più critica con la bella stagione, staremo a vedere.

A questo blog faceva semplicemente piacere riportare questa notizia, e la bella iniziativa della ong italian Save the Dogs, che si sta impegnando nella sterilizzazione dei cani randagi, con l’obiettivo di evitare alla maggior parte di loro una fine atroce in canili lager.

Il sito di Save the Dogs è molto interessante, racconta anche come è nato il problema del randagismo qui in Romania durante il regime. Vale la pena dare un’occhiata al sito, e di scoprire come la follia distruttrice del regime, che volle cambiare il volto di questa città, si impegnò a radere al suolo molte case con giardino (si stima che circa un sesto di Bucarest sia stata rasa al suolo durante la dittatura) per lasciare spazio agli scatoloni socialisti. Scatoloni in cui non era consentito avere animali domestici, dato che tutto era dello stato e nulla poteva essere detenuto privatamente, nemmeno il povero Fido..

Good Bye Lenin e Capitalismo? No, grazie

marzo 7, 2010 1 commento

Quanti spunti si incontrano sulla rete. L’ultimo in ordine di tempo è Cavò, il blog-rifugio di Alpeadriacinema. Un post sociologicamente  interessante, che rimanda ad uno studio presentato in un articolo di Alessandro Alviani sulla Stampa, dal titolo: Goodbye Lenin? No, grazie.

L’articolo parla di un esperimento condotto da 28 sociologi ed etnologi tedeschi nella piccola città di Wittenberge, ex-DDR. Dato che questo blog vive e parla di Bucarest, e della Romania, ha subito provato a pensare che risultati avrebbe avuto lo stesso studio, se effettuato da queste parti.

Certo Wittenberge, e la DDR, hanno avuto in dote il sostegno della Germania ovest, mentre la Romania, a distanza di vent’anni, ha poco meno di cento chilometri di autostrada, una capitale con due aereoporti dirimpettai che non comunicano fra loro, un kebab che a questo blog non piace molto e un elevatissimo numero di automobili costose (fonte dati IPSTAT-SUV: Io PaSseggio per la STrada Angosciato da tanti SUV) che sfrecciano su arterie congestionate, a lato di preistoriche Dacia.

Colpisce nell’articolo sulla Stampa, la conclusione che “il consumo è diventato un sostituto della vita lavorativa”, parole migliori questo blog non sarebbe riuscito a trovare per descrivere la condizione che anche qui predomina. E poi una volta tutti avevano un lavoro, una stabilità fatta di una vita senza sorprese, una casa, la totale mancanza di fiducia nel vicino e il divieto di possedere animali da allevamento (anche questi erano di proprietà dello stato).

E oggi? Oggi qui ci sono fra i salari più bassi dell’intera Europa, una differenza impressionante fra ricchi e poveri e una sbornia da capitalismo ignettato in vena, senza gli anticorpi che avrebbero dovuto/potuto mitigarne gli eccessi.

Complicato…