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Posts Tagged ‘cinema’

I migliori 10 argomenti del 2010 da trattare davanti a un paio di birre

dicembre 20, 2010 3 commenti

Alcuni giorni fa Nick Paumgarten sul The New Yorker ha pubblicato un articolo dal titolo Top Ten Two-Beer Arguments of 2010, che in Italiano si potrebbe tradurre con qualcosa del tipo I migliori 10 argomenti del 2010 da trattare davanti a un paio di birre.

Visto che siamo a fine anno, ed è tempo di bilanci un po’ per tutti, ho provato a mettere giù una versione nostrana dei dieci argomenti da birra di impronta italica. Davanti a un paio di birre discutiamo:

1. Se il riscaldamento globale è una legenda metropolitana o una minaccia seria.

2. Se quest’anno la crisi economica, ma l’anno prossimo ci sarà la ripresa.

3. Se Cassano è un talento del calcio o un ragazzino viziato.

4. Se l’Inter di Benitez sia peggio di quella messa in campo dal maestro Mourinho.

5. Se è tutta colpa di Berlusconi.

6. Se è tutta colpa della sinistra.

7. Se quello di quest’anno sarà l’ultimo cinepanettone, e poi basta.

8. Se Saviano è un eroe o un approfittatore.

9. Se i social media sono una rivoluzione o se i pizzini rimangono un rispettabile strumento di comunicazione.

10. Se questa è l’ultima birra e poi basta.

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I 12 migliori film del decennio

novembre 21, 2010 2 commenti

Ho trovato su Smashinglists.com la lista dei migliori 12 film stranieri (e per stranieri, ovviamente loro intendono non americani) del decennio. Non sorprende che non ci siano film italiani – se a qualcuno viene in mente un film nostrano al di sopra della media fatto nell’ultimo decennio, vi prego di segnalarmelo –  e forse anche questo è un segno dell’imbarbarimento culturale nazionale.

E’ una piacevole sorpresa trovare un film rumeno, anche se poi sorpresa non è tanto per chi segue il cinema rumeno e i successi ottenuti negli ultimi anni. 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni si posiziona al sesto posto fra i migliori film stranieri del decennio. Diretto da Cristian Mungiu, di cui avevo già parlato qui, il film ha anche vinto la palma d oro a Cannes nel 2007.

Mi è venuta la voglia di andare a rivedermi il film, buona serata a tutti.

Un film polacco con i sottotitoli in rumeno

novembre 17, 2010 Commenti disabilitati

Un mio amico stasera mi ha chiesto di andare a vedere un film in polacco con i sottotitoli in rumeno…io ho detto di no però non ho potuto non pensare a questo:

Stasera gioca l’Italia, ma questa è un’altra storia che tantomeno guarderò.

Ritorno al futuro in alta definizione

novembre 15, 2010 Commenti disabilitati

A volte la mia vita a Bucarest pare una versione personale di Ritorno al Futuro, un film vissuto da protagonista e senza spettatori.

Sarà quella vecchia Dacia familiare color rosso papavero perennemente parcheggiata all’angolo sotto casa, senza più copertoni, fanali e sedili all’interno, morsa dalla ruggine e dimenticata dai cani randagi. O sarà forse per quei venti e più gradi che si sono oramai impossessati della città nel Novembre ormai più caldo della mia vita. O forse sarà perchè ci sono momenti in cui l’alta definizione tecnologica di Bucarest non mi fà affatto rimpiangere l’Italia.

Scegliete voi, io vado a cercare Martin…

Kapitalismo – La nostra ricetta segreta

luglio 15, 2010 3 commenti

Il titolo del post è una delle maggiori opere del regista Alexandru Solomon. Un documentario in cui il regista invita metaforicamente Ceausescu a rivisitare il paese a vent’anni di distanza dalla sua esecuzione, e dall’inizio del capitalismo in salsa rumena.
Le due ore di Kapitalismo – La nostra ricetta segreta volano via rapidamente passando in rassegna uno per uno tutti i nuovi e famosi ricchi di Romania. La bravura di Solomon sta nel presentare la nuova ricchezza che così fortemente stride con la povertà diffusa che ancora caratterizza il paese. Numeri alla mano, la Romania ha il PIL pro-capite più basso dell’Unione Europea ma il più alto numero di milionari (in Euro) dell’Europa dell’est. I SUV e le macchine di lusso abbondano in un paese che si piazza al 110imo posto al mondo per condizione delle strade fra Tanzania e Congo.
Analizzare tutti i diversi soggetti presentati nel documentario sarebbe lungo e difficile da spiegare a parole. E tantomeno è l’obiettivo di questo post quello di recensire il lavoro di Solomon. Molto più interessante è osservare le similitudini fra lo pseudo-capitalismo rumeno e la degenerazione italiana fatta di piccoli padroni del vapore corrotti e deviati.

Nell’ordine in cui mi hanno suscitato maggiore interesse:
George Padure: viveva in Belgio quando cadde il regime, torna subito in patria e apre GEPA, la prima catena di negozi di elettrodomestici e cose per la casa della Romania. Lo slogan con cui conquisterà la Romania degli anni 90 sarà: “GEPA, un po’ meglio per voi”. Dopo essere stato anche sindaco di Bucarest, oggi ha in parte lasciato l’agone politico ed economico dopo aver creato la sua fortuna.
Dan Voiculescu: era uno dei pochi manager a lavorare per un’impresa straniera sotto il regime, la Crescent. E’ oggi uno degli uomini più ricchi di Romania. Accusato di aver deviato molti fondi provenienti dalla Securitate, non è mai stato dichiarato colpevole. Il suo impero si basa sul mondo delle televisioni* e il documentario lo descrive come in stato di avanzata megalomania degenerante. Il suo ufficio ha appeso al muro un suo ritratto a cui aggiungerà quello della figlia, e poi della nipote, e poi la nipote aggiungerà a sua volta sua figlia…portanto avanti la sua dinastia. Al momento non ha nessuna attività intestata a suo nome poichè tutto è già stato affidato alle sue due figlie. E’ inoltre uno degli uomini importanti del Partito Conservatore.
Dinu Patriciu: con le prime privatizzazioni compra la compagnia petrolifera nazionale – Rompetrol – per una manciata di dollari, rinegozia il suo ingente debito trasformandolo in titoli di stato in scadenza nel 2010, rivende la compagnia a dei kahzaki nel 2009 giusto prima della scadenza del debito e fa affari d’oro con i libici (si parla di un affare di 85 miliardi di Euro). Nel trailer qui sotto è quello che indossa un blazer blu, sicuro di sè, a volte strafottente, dichiara nel documentario che la sua vita è stata divertente, che non ha avuto colpe. Grossi dubbi rimangono su quali connessioni gli abbiano permesso di entrare in possesso di Rompetrol dopo la caduta del regime, e molti dubbi rimangono sulle modalità di rinegozziazione del debito. Accusato per riciclaggio di denaro sporco, il processo a suo carico non è ancora nemmeno iniziato.
George Copos: fa fortuna iniziando con delle pasticcerie, espandendosi poi nel settore immobiliare, turistico e della nautica. Per un periodo è anche vice primo ministro. Nel video afferma che sono stati solo quelli più svelti e intelligenti a fare fortuna in Romania, quelli sfigati come lui sono rimasti a preparare torte. Il suo patrimonio contraddice tuttavia questa affermazione.
Dan Diacolescu
: diventato famoso creando una televisione privata basata sugli scandali e sul nazional popolare. I dibattiti su OTV sono divenuti famosi, e nel video Solomon riporta alcune immagini del dibattito fra Vadim Tudor e Gigi Becali, qualcosa che che nell’eleganza e nei contenuti si avvicinerebbe a un dibattito fra Pino Rauti e Mario Borghezio.
Dulcis in fundo, Gigi Becali, il patron dello Steaua Bucarest*, Parlamentare Europeo, contadino ed ex-nuovo ricco della speculazione immobiliare. In parte caduto in disgrazia, si narra a causa di alcuni sgarri fatti alla politica, nella sua priima intervista come Parlamentare a Strasburgo ha avuto l’onestà intellettuale (?) di dire che il Parlamento lo aveva colpito per la serietà e la riservatezza delle persone che lo frequentavano, vantandosi di essere stato bravo ad essersi rapidamente abituato a questi nuovi comportamenti. Un po’ come aveva fatto quando era stato in prigione, dove si era dovuto abituare rapidamente a dei nuovi comportamenti. In poche parole, paragona Strasburgo e il carcere come due “nuovi luoghi”.

Ed eccoci alla fine, il breve ritratto su i venti anni di capitalismo rumeno sono terminati. Solomon fa parlare Ceausescu in prima persona al termine del documentario, ed è proprio attraverso le parole del dittatore rumeno che arrivano i complimenti ironici a questi nuovi ricchi, i quali sono stati abili a perpetrare uno dei maggiori insegnamenti del regime: la corruzione.

ps. tutti i commenti sul documentario sono basati sulla personale visione dello stesso, chiedo venia nel caso in cui ci fosse qualche errore nel riportare i dati. In quel caso, ogni correzzione è ben accetta.

* Ogni riferimento a persone, fatti o cose è puramente casuale

La Romania fra spie e palme

maggio 13, 2010 Commenti disabilitati

Mentre ieri si apriva il Festival del Cinema di Cannes , viene pubblicata oggi la notizia della Romania divenuta un crocevia di spie provenienti dai paesi della ex Unione Sovietica.
Ora vi domanderete voi che legame ci possa mai essere fra queste due notizie. Beh, in effetti non ce n’è nessuno, se non l’antitesi.
Non saranno forse più i tempi di Cristian Mungiu trionfatore al Festival di Cannes, ma la compagine rumena anche quest’anno è pronta ad offrire il meglio della propria produzione artistica sulla croisette. Nuovi registi per una tradizione cinematografica che si rafforza.

Tornando nella terra dei Dacii, mi viene in mente l’intervista che il direttore del Servizio Informazioni Estere (SIE) Mihai Razvan Ungureanu, ha rilasciato a “Romania Libera” in cui afferma con orgoglio che lo spionaggio rumeno è fra i migliori all’interno della NATO.
Spulciando fra i vari articoli sull’argomento che ho trovato in rete, ci sono alcune affermazioni di Ungureanu che mi hanno colpito:

“…è stata inaugurata proprio in Romania – ad Oradea, al confine con l’Ungheria – la scuola Nato per le spie dell’Alleanza“. Esiste una scuola NATO per spie? Ma la guerra fredda non era finita?

…tutto il male che può venire dall’Est – criminalità organizzata ad esempio – si scontra sui muri posti da stati come Polonia o Romania…E Darth Vader dove lo hanno lasciato?

Inoltre Osservatorio Balcani mi fa notare che:
“…i romeni non possono viaggiare negli Stati Uniti senza visto. Circa il 25% delle richieste vengono respinte – molto al di sopra rispetto al 3% – quanto fissa la legge americana, sottolinea la stampa di Bucarest.” Insomma gli americani gli mettono i missili, impiantano basi, la NATO addestra le spie, ma dalla Romania i rumeni hanno ancora problemi a uscirci.

Vabbè, vado a cercare come posso scovare i film in uscita a Cannes.

…piccola aggiunta trovata al volo prima di andare a dormire: anche il Los Angeles Times dedica un articolo a come i Rumeni non siano capaci di fare film brutti, solo un successo dopo l’altro…

“Piacere, sono Luigi” ovvero Occident di Cristian Mungiu

marzo 15, 2010 3 commenti

“Piacere, sono Luigi”, con queste parole comincia la parte italiana di Occident. Questo film in tre episodi è la prima opera del regista Cristian Mungiu ad aver varcato i confini nazionali rumeni, con la partecipazione a Cannes nel 2002.

Luigi è uno dei personaggi del secondo episodio, quello dove Mihaela è costretta dalla madre ad una serie di appuntamenti al buio per trovare marito. In un misto di ironia tutta balcanica, e realismo dai sogni infranti, la madre di Mihaela augura a sua figlia un futuro con un uomo benestante, dove lei possa stare a casa ad occuparsi delle faccende domestiche e dei bambini, dove sia l’uomo a lavorare, e dove la coppia possa permettersi spesso di andare a mangiare da McDonald’s.

Ed è proprio da McDonald’s che Mihaela incontra alcuni dei suoi potenziali futuri partner. Tutti rigorosamente stranieri, come concordato dalla madre con l’agenzia matrimoniale.

E dopo aver incontrato uno spagnolo dallo sguardo assassino, un francese brizzolato e occhialuto e un olandese bavoso, è il turno dell’italiano Luigi. Luigi è giovane, di Milano, con i capelli e benestante, ma Mihaela non lo ha ancora visto. Per la sua venuta l’intera famiglia si mobilita. Niente McDonald’s, in questo caso sarà la mamma di Mihaela a cucinare pasta e pizza. La casa viene rimessa a nuovo e tutti si preparano per l’arrivo dell’italiano che avrebbe sposato Mihaela.

Il grande giorno arriva, suonano alla porta, il padre di Mihaela va ad aprire e…Luigi è di colore…nato in Mozambico e cresciuto in Italia, dove ora dirige una piccola casa editrice a Milano. Questo blog tralascia il seguito del film, per non rovinarne la visione a chi non lo avesse ancora visto, e si sofferma su un altra questione.

Piacere, sono Luigi

In un paese come la Romania, dove la visione dell’occidente è ancora un concetto avvolto dalla nebbia (come altre scene del film), troviamo curioso e interessante che l’occidente multietnico sia rappresentato da un italiano, e non da un inglese o da un francese, paesi dove l’integrazione è maggiore. Chissà cosa può aver pensato guardando il film, una persona rumena che l’occidente non lo ha mai visto dal vivo. Quale idea si sarà fatta di Luigi e dell’Italia. Purtroppo con questi pensieri per la mente, riatterriamo bruscamente nella realtà italiana fatta di razzismo, attacchi agli stranieri che lavorano in Italia, insulti a Balotelli e neo-fascismo. Quanto tempo ci vorrà ancora prima che Luigi possa veramente gestire una piccola casa editrice a Milano…