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Posts Tagged ‘e-threat’

Nessuno tocchi i blog

giugno 16, 2010 5 commenti

Secondo l’Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni (su cui è stata posta la fiducia) i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Senza considerare il fatto che il concetto stesso di pretendere di poter controllare la rete a me fa sorridere (eufemismo), io mi domando come la cosa sia materialmente possibile.

Due dubbi:

– il primo dubbio me lo ha fatto venire questo articolo. Poniamo il caso che io sia in ritiro spirituale sulle vette himalaiane dove sto frequentando un corso a distanza sul ruolo dei social media in Corea del Nord e qualcuno scrive dei commenti sul mio blog, o mi scrive una mail chiedendo una rettifica su qualcosa che ho scritto, e io non vedo i messaggi se non a distanza di settimane al ritorno dal ritiro spirituale, cosa mi succede? Sarò obbigato a versare allo stato un obolo pari a Euri 12.500?

-il secondo dubbio invece è forse un po’ più tecnico: io vivo fuori dall’Italia e per scrivere il mio blog uso una piattaforma open-source come WordPress, che penso abbia di meglio da fare che curarsi del ddl intercettazioni. Indi per cui mi domando su quali basi io sia tenuto a rispettare, o anche solo a considerare, questo ddl? Solo perchè scrivo in Italiano? E allora uno di Bolzano che ha un blog in tedesco non dovrà tener conto di questo ddl a meno che non trova un giudice che capisce il tedesco e lo costringe quindi a retificare in caso di richiesta. E in quel caso la retifica dovrà essere in italiano o in tedesco? E se invece un italiano che vive in Papua Nuova Guinea tiene un blog su come si vive da quelle parti, e magari parla male di un’agenzia di viaggi italiana che rifila delle sole immense ai turisti? Se l’agenzia di viaggi chiede lui di retificare qualcosa e proprio in quel momento si abbatte sull’intera Nuova Guinea un tifone che lascia la zona senza elettricità, e quindi senza internet per 48 ore e un minuto? Che succede al povero blogger? E chi decide come sanzionarlo? e chi si prende la briga di andare fino in fondo e controllare che la sanzione sia rispettata?

Infine, e giuro che termino qui, suppongo che nessuna piattaforma di blogging abbia i propri server in Italia. E se a loro questa legge non piacesse? In che modo avrebbero la possibilità di esprimere il loro dissenso? Sarebbe interessante sentire la loro opinione.

Ps. se qualcuno commenta su questo post chiedendo delle rettifiche, e io non rispondo entro 48 ore, per favore non denunciatemi…lì fuori è arrivata l’estate e magari può capitare che passi il pomeriggio al parco, invece che davanti al computer.

Ps2. ho anche aggiunto il logo dell’iniziativa qui sulla colonna a lato. Grazie alla segnalazione di BlogBabel che diceva di linkare questo post

Un po’ patetico, un po’ spam

maggio 11, 2010 Commenti disabilitati
Non so se vi siete mai soffermati a leggere lo spam che ogni giorno intasa la casella di posta, ma ho pensato che poteva essere interessante cominciare a scrivere qualche post sull’argomento. Una sorta di breviario dello spam che cercherò di mantenere aggiornato con i messaggi più divertenti. Ovviamente i temi maggiormente toccati dallo spam sono due: soldi e sesso. Oggi comincerò citando uno degli ultimi spam che ha attirato la mia attenzione. Si tratta di soldi, o meglio, di un’imperdibile offerta che non posso rifiutare. Il fantomatico mago dell’economia scrive ventilandomi un’offerta che sarebbe sicuramente profitable per entrambi. E si scusa anche per avermi mandato questa “unsolicited email” (che a me non suona come altro che un sinonimo di spam). Il fatto è che la volontà di condividere questa sua imperdibile proposta era così forte che si è sentito in dovere di condividerla con me. Ovviamente la email ha anche tanto di allegato assieme, quasi, quasi lo apro e vedo cosa contiene…o magari no. A dire il vero è un pdf, quindi dovrebbe essere innoquo. Ma non si sa mai. Insomma, la morale di questo post è che nessuno vi offrirà mai nulla gratuitamente, tantomeno uno sconosciuto. “Sai che novità” direte voi; ecco io non lo dico, ma il problema e che c’è gente che ci casca ancora. Rientrano nella categoria degli utonti.
Si, si…ci cascano. E per concludere con le parole di Luttazzi, se in piena notte vedo un omone con il fiatone che si avvicina con un coltello insanguinato in mano, la prima cosa che penso non è: “toh, un cuoco!
Qui di seguito una copia del messaggio spam, perchè rendere note le fonti è sempre necessario.

Il wifi che non mi torna

aprile 19, 2010 3 commenti

Il motivo della mia latitanza in rete ultimamente è stato un breve ritorno in Italia. Pochi giorni rivedendo il Bel paese ogni tanto non guastano. Scampato per poco alla cenere vulcanica dell’ormai noto Eyjafjallajökull, sono tornato a Piata Unirii con un pensiero: il wifi che non mi torna.

La totale impossibilità di trovare in Italia una rete wifi gratuita e che funzioni sempre e senza prolemi, è disarmante. Non pretendo parchi e luoghi pubblici in generale, ma perlomeno le sale conferenze e altri luoghi che hanno già di per sè un prezzo da pagare non indifferente per potervi accedere. Non mi fa di fare nomi dei posti a cui mi riferisco perchè sono sicuro che la situazione sia identica nella maggior parte dei luoghi. Dato che come utente già pago per l’utilizzo di quei luoghi, perchè un balzello ulteriore per il wifi? Quasi fosse un valore aggiunto. Dovrebbe in realtà essere una cosa scontata, ma in Italia forse non ci siamo ancora arrivati. Aggiungo: ero a Milano, non l’ultimo paesino dopo Eboli.

Fuori le notti del DopoSalone milanese, con prezzi scandinavi, ed il cosidetto stile italiano, mentre all’interno la totale impossibilità di una connessione wifi.

E poi leggo articoli come questo, e penso proprio che abbiamo perso il treno. Cercavo di interpretare le sensazioni dei protagonisti dell’articolo, una famiglia di americani bloccata a Milano in questi giorni vulcanici, e mi tornavano in mente i miei disagi in Medio Oriente, dove mi sono sentito a volte un analfabeta per non capire alcun tipo di indicazione (tutto scritto in arabo) e per non poter comunicare con nessuno.

E non è solo Bucharest ad avere connessioni wifi gratuite in molti bar, o Belgrado con tutti i suoi parchi serviti dal wifi. La sorpresa fu immensa in Turchia dove non solo Istanbul, ma anche molti posti della provincia, avevano connessione wifi.

Mi sa tanto che il treno del XXI secolo rischiamo seriamente di non prenderlo più…

Un trojan si intrufola nelle ricerche più popolari su Twitter

marzo 10, 2010 Commenti disabilitati

Si dice che di solito non si dovrebbe mischiare il lavoro con il non-lavoro, ma dato che la notizia qui di seguito pare abbastanza importante per questo blog, è stato deciso di riportarla interamente, senza però dimenticare di citare la fonte, che sarebbe questa.

Questo pezzo riguarda i rischi legati ai link accorciati e questo blog ha deciso di riportarlo interamente.

Le URL accorciate su Twitter potrebbero aprire la strada ad un Trojan, anche quando provengono da ricerche innocenti. La cosa interessante di questo meccanismo di malware dilagante è che prende di mira gli utenti di Twitter che fanno una specifica domanda all’interno della propria community: fra le varie risposte che ricevono, ci potrebbero esserci link a siti infetti. Prendiamo per esempio una semplice domanda: “Dove posso trovare un buon dizionario italiano?” La risposta è facilmente ritrovabile su internet. Il problema è che potrebbe portare con sé una minaccia invisibile per il computer della vittima: il Trojan.Downloader.JS.Twetti.

Questo particolare malware fa affidamento su di una API (Application Programming Interface) grazie alla quale raccoglie dati rispetto a gli argomenti di discussione più comuni su Twitter. I cybercriminali registrano domini con nomi collegati a questi argomenti popolari e creano dei meccanismi di re-indirizzamento verso questi domini. É proprio in questi domini che si trova la parte più importante del Trojan (un eseguibile o un file che sfrutta i PDF).

Quando gli utenti di twitter fanno una domanda su di un determinato argomento, i nomi dei siti infetti appariranno fra le tante risposte generate, e si diffonderanno per tutta la comunità Twitter. Appena l’utente Twitter accede al link dannoso, egli sarà reindirizzato al dominio infetto, dando inavvertitamente il benvenuto al Trojan sul proprio computer.

In altre parole, Trojan.Downloader.JS.Twetti crea delle esche personalizzate, basate sulla conoscenza acquisita grazie alle informazioni raccolte attraverso le ricerche più popolari degli utenti di Twitter. E’necessario sottolineare due aspetti molto importanti del meccanismo: i link dannosi sono creati al momento, basati sui risultati di Twitter e senza alcun segno apparente di infezione in corso. In secondo luogo gli utenti non sapranno mai cosa li ha colpiti. Questo, ovviamente, se il loro computer non è propriamente protetto.

Insomma, siamo consapevoli di cosa possa essere il fenomeno twitter ma allo stesso tempo non dimentichiamoci dei rischi legati a URLs dalla destinazione sconosciuta.

Vita da single: riflessioni sul tema

marzo 3, 2010 10 commenti

Tutto il giorno a sentir parlare di e-threat che uno alla casa quasi più non ci pensa. Purtroppo quest’ultima stava cominciando ad assumere sembianze da intervento dei NAS, e mi sono finalmente deciso a usare le maniere forti contro la pigrizia. L’ho messa all’angolo e gli ho detto: o pulisci, o smetto di essere pigro con te, maledetta pigrizia! Mi scuso per le incongruenze, ma la logica e la sintassi sono andate “a giocare con gli svizzeri nel bosco” (giuro che se qualcuno indovina questa citazione, lo seguo su tutti i social media, e non è una minaccia).

Insomma, per farla breve. A mali estremi, estremi rimedi! Ho comprato una potentissima candeggina rumena per combattere tutte le negligenze della vita da single, e mi sono messo a pulire ben,bene. Ho anche comprato il mocho nuovo e tornando a casa mi sentivo tutto contento perchè avrei ripulito casa a puntino. Ci ho anche riflettuto per un momento, se ora inizio a essere contento perchè ho comprato un nuovo mocho, forse è segno che la mia vita sociale ha bisogno di una scossa 😦

Ma che importa, ritorno alla pulizia della casa. Acqua, secchio e candeggina e inizio a sfregare. Tutto bene fino a quando non verso l’intero secchio sul pavimento, e vai un ora ad asciugare tutto. Da quel momento saran passate un paio di ore dall’affaire candeggina, ma a me qui pare ancora di stare in una piscina.

Vita sociale da aggiornare.

Primi passi

gennaio 8, 2010 Commenti disabilitati

Inizio a capire cos’è il mio lavoro, ho trovato casa, mi ricordo il nome di qualche strada, non mi perdo per arrivare alla metro, mi manca solo il panettiere di fiducia e una panchina prediletta nel mio parco preferito. Insomma, mi sono quasi sistemato. Ma quanto ce ne è voluto. Non dico per imparare l’abicci dello stradario, ma per trovare casa: stamberghe, prezzi folli, cessi rotti e moquette del plestocene. Vi voglio raccontare della prima casa che sono andato a vedere. Forse perchè la prima non si scorda mai, forse perchè i Nas in quel posto non ci entreranno mai, ma quella casa mi è rimasta impressa. A chiamarla casa ci vuole un po’ di coraggio.

Due piani di scale in legno cigolanti, tanfo di urina, cani che abbaiano, rumori di sottofondo, un lungo corridoio scuro, una porta di ingresso che nemmeno i tre porcellini avrebbero progettato tanto malamente; e tutto questo senza essere ancora entrati in casa. L’interno color muffa, con un materasso giallognolo accanto ai fornelli e un bagno a misura di nano.

No, alla fine non ho scelto quella casa.

Un’ultima cosa: il tipo che ha provato ad affitarmela era un italiano che vive qui da anni. Uno di quelli che appena lo vedi, pensi che non gli affideresti nemmeno la gestione dell’elenco telefonico. Quando si dice la stessa paranza…