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Posts Tagged ‘economia’

VADO VIA/RESTO QUI

novembre 10, 2010 5 commenti

Perche’ forse un po’ parlavano anche a me in questo dialogo:

Fabio – Vado via perché non se ne può più

Roberto – Vado via perché non mi sento un eroe

Fabio – Vado via perché preferisco i paesi dove ci si può annoiare

Roberto – Resto qui perché non ho proprietà ad Antigua

Fabio – Resto qui perché non voglio andare a Antigua

Roberto – Vado via perché voglio dimenticare tutto quello che ho visto

Fabio – Resto qui perché voglio sentire le canzoni in italiano

Roberto – Resto qui per scoprire chi è stato

Fabio -Vado via perché mi sa che va via anche Cassano

Roberto – Vado via perché non voglio più chiedermi cosa c’è sotto

Fabio – Vado via perché questo è il paese che ha inventato il “me ne frego”

Roberto – Resto qui per vedere lo Stato conquistare il Sud

Fabio – Resto qui per vedere il tricolore conquistare il Nord

Roberto – Vado via per sentirmi normale

Fabio – Vado via perché non voglio vivere dove comandano le mafie

Roberto – Resto qui perché non voglio che le mafie continuino a comandare

Fabio – Vado via perché non sopporto le feste patronali

Roberto – Vado via perché qui si applaude ai funerali

Fabio – Resto qui perché questa sera ho ascoltato Roberto Benigni

Roberto – Resto qui perché questa sera perchè mi hanno fatto un regalo Roberto Benigni e Claudio Abbado

Fabio – Resto qui perché mi hanno fatto un regalo bellissimo Angela Finocchiaro , Nichi Vendola, Daniele Silvestri e poi perchè voglio ammazzarmi di carboidrati

Roberto – Vado via perché preferisco mangiare peggio ma vivere meglio

Fabio – Vado via perché il cinquantennale di Piazza Fontana non lo potrei sopportare

Roberto – Resto qui perché a dicembre ci sono le arance buone

Fabio – Vado via perché può bastare

Roberto – Vado via perché mi è già bastato

Fabio – Vado via perché a Milano cacciano i bambini Rom

Roberto – Vado via perché dev’essere bellissimo tornare qui da turista

Fabio – Vado via perché non voglio veder crollare altri pezzi di Pompei

Roberto – Resto qui finché Mina non torna in tivù

Fabio – Resto qui perché due figli non li sposti facilmente

Roberto – Resto qui perché sono italiano

Fabio – Vado via perché dobbiamo sgomberare il palco per il finale

I giovani e la politica

agosto 1, 2010 Commenti disabilitati

Siamo in piena estate, stagione di canicola, colpi di sole e sudore. Sarà per questi motivi, non ne vedo altri, che il soggetto nel video qui sotto si è espresso come avrete modo di sentire.

PS il video l’ho visto per la prima volta qui, però anche i commenti sulla pagina di YouTube sono da non perdere. Io non aggiungo nulla sul video altrimenti mi costringono poi a rettificare. Però quando il trota dice che sta studiando economia, e che in tre mesi ha capito come funziona il consiglio regionale della Lombardia…qualche battuta verrebbe in mente anche ai meno maliziosi.

Fra i commenti su TuTubo, i miei preferito al momento sono: Studia economia? Che Dio scenda per darci almeno una spiegazione! e ma è il nuovo trailer di qualche film di maccio capatonda?

Buona visione.

Poligamia, zebre, pesci frutta e campioni riciclati

luglio 19, 2010 2 commenti

Diciamo che dopo il post precedente sull’usato garantito, ci stava bene una contropartita rumena per bilanciare il riciclaggio di vecchi campioni del panorama nazionale. Tuttavia, debbo dire che i rumeni in questa caso hanno sonoramente battuto il concerto italiano di Chisinau. Mentre il talento di Cotugno&Minetti è opinabile, o quantomeno circoscritto al panorama nazionale e poco altro, la Romania si cimenta in un video di promozione turistica (vedi sotto) mettendo in campo l’artiglieria pesante.
Il video in questione è opera dell’Agenzia per il Turismo Rumeno, e il messaggio che porta con sè è quello della Romania come una terra di scelte, una terra di cui l’ignaro visitatore non sa nulla, e che per questo motivo è invitato a visitarla per scoprire in prima persona tutte le opportunità che offre. Chi sono i personaggi che recitano nel video? Niente meno che le stelle di Romania che tutto il mondo conosce, o almeno dovrebbe conoscere. La prima è la sempre giovane Nadia Comaneci, prima ginnasta al mondo a ricevere un 10 in una competizione di ginnastica alle olimpiadi. La Nadia nazionale si cimenta in un passaggio video che potrebbe far arrabbiare non molto le più radicali delle femministe.

In suo soccorso arriva il grandissimo Ilie Nastase, la cui presentazione presa da Zia Wiki l’ho lasciata in inglese, perchè decisamente più completa. Nella presentazione ci sono alcune sue citazioni, quella che più mi ha colpito, e che meglio spiega il personaggio eclettico e burlone (era soprannominato il Buffone di Bucarest) è la seguente: “Non ho denunciato alla polizia la scomparsa della mia carta di credito perchè chiunque l’abbia presa, sta spendendo meno di mia moglie”. Insomma, il vincitore di 7 Grande Slam, e numero uno del tennis mondiale degli anni 70 si cimenta nel video in un invito a visitare la Romania, il paese dove la gente va a cavallo di zebre.

Infine,per i calciofili nostrani, non poteva mancare Gheorghe Hagi, l’uomo che riportò il Brescia in Serie A. Nel video pare più una persona in preda a sostanze psicotrope piuttosto che un promotore del proprio paese dato che parla di pesci-frutta.

Basta con le parole, a voi il video e buona visione:

Ps. questo post vuole essere ironico, ogni paragone con i tentativi di promozione dell’Ente del Turismo Italiano sarebbero come sparare sulla croce rossa. In anni di lavoro l’Enit non è riuscito a creare altro che il seguente sito

Kapitalismo – La nostra ricetta segreta

luglio 15, 2010 3 commenti

Il titolo del post è una delle maggiori opere del regista Alexandru Solomon. Un documentario in cui il regista invita metaforicamente Ceausescu a rivisitare il paese a vent’anni di distanza dalla sua esecuzione, e dall’inizio del capitalismo in salsa rumena.
Le due ore di Kapitalismo – La nostra ricetta segreta volano via rapidamente passando in rassegna uno per uno tutti i nuovi e famosi ricchi di Romania. La bravura di Solomon sta nel presentare la nuova ricchezza che così fortemente stride con la povertà diffusa che ancora caratterizza il paese. Numeri alla mano, la Romania ha il PIL pro-capite più basso dell’Unione Europea ma il più alto numero di milionari (in Euro) dell’Europa dell’est. I SUV e le macchine di lusso abbondano in un paese che si piazza al 110imo posto al mondo per condizione delle strade fra Tanzania e Congo.
Analizzare tutti i diversi soggetti presentati nel documentario sarebbe lungo e difficile da spiegare a parole. E tantomeno è l’obiettivo di questo post quello di recensire il lavoro di Solomon. Molto più interessante è osservare le similitudini fra lo pseudo-capitalismo rumeno e la degenerazione italiana fatta di piccoli padroni del vapore corrotti e deviati.

Nell’ordine in cui mi hanno suscitato maggiore interesse:
George Padure: viveva in Belgio quando cadde il regime, torna subito in patria e apre GEPA, la prima catena di negozi di elettrodomestici e cose per la casa della Romania. Lo slogan con cui conquisterà la Romania degli anni 90 sarà: “GEPA, un po’ meglio per voi”. Dopo essere stato anche sindaco di Bucarest, oggi ha in parte lasciato l’agone politico ed economico dopo aver creato la sua fortuna.
Dan Voiculescu: era uno dei pochi manager a lavorare per un’impresa straniera sotto il regime, la Crescent. E’ oggi uno degli uomini più ricchi di Romania. Accusato di aver deviato molti fondi provenienti dalla Securitate, non è mai stato dichiarato colpevole. Il suo impero si basa sul mondo delle televisioni* e il documentario lo descrive come in stato di avanzata megalomania degenerante. Il suo ufficio ha appeso al muro un suo ritratto a cui aggiungerà quello della figlia, e poi della nipote, e poi la nipote aggiungerà a sua volta sua figlia…portanto avanti la sua dinastia. Al momento non ha nessuna attività intestata a suo nome poichè tutto è già stato affidato alle sue due figlie. E’ inoltre uno degli uomini importanti del Partito Conservatore.
Dinu Patriciu: con le prime privatizzazioni compra la compagnia petrolifera nazionale – Rompetrol – per una manciata di dollari, rinegozia il suo ingente debito trasformandolo in titoli di stato in scadenza nel 2010, rivende la compagnia a dei kahzaki nel 2009 giusto prima della scadenza del debito e fa affari d’oro con i libici (si parla di un affare di 85 miliardi di Euro). Nel trailer qui sotto è quello che indossa un blazer blu, sicuro di sè, a volte strafottente, dichiara nel documentario che la sua vita è stata divertente, che non ha avuto colpe. Grossi dubbi rimangono su quali connessioni gli abbiano permesso di entrare in possesso di Rompetrol dopo la caduta del regime, e molti dubbi rimangono sulle modalità di rinegozziazione del debito. Accusato per riciclaggio di denaro sporco, il processo a suo carico non è ancora nemmeno iniziato.
George Copos: fa fortuna iniziando con delle pasticcerie, espandendosi poi nel settore immobiliare, turistico e della nautica. Per un periodo è anche vice primo ministro. Nel video afferma che sono stati solo quelli più svelti e intelligenti a fare fortuna in Romania, quelli sfigati come lui sono rimasti a preparare torte. Il suo patrimonio contraddice tuttavia questa affermazione.
Dan Diacolescu
: diventato famoso creando una televisione privata basata sugli scandali e sul nazional popolare. I dibattiti su OTV sono divenuti famosi, e nel video Solomon riporta alcune immagini del dibattito fra Vadim Tudor e Gigi Becali, qualcosa che che nell’eleganza e nei contenuti si avvicinerebbe a un dibattito fra Pino Rauti e Mario Borghezio.
Dulcis in fundo, Gigi Becali, il patron dello Steaua Bucarest*, Parlamentare Europeo, contadino ed ex-nuovo ricco della speculazione immobiliare. In parte caduto in disgrazia, si narra a causa di alcuni sgarri fatti alla politica, nella sua priima intervista come Parlamentare a Strasburgo ha avuto l’onestà intellettuale (?) di dire che il Parlamento lo aveva colpito per la serietà e la riservatezza delle persone che lo frequentavano, vantandosi di essere stato bravo ad essersi rapidamente abituato a questi nuovi comportamenti. Un po’ come aveva fatto quando era stato in prigione, dove si era dovuto abituare rapidamente a dei nuovi comportamenti. In poche parole, paragona Strasburgo e il carcere come due “nuovi luoghi”.

Ed eccoci alla fine, il breve ritratto su i venti anni di capitalismo rumeno sono terminati. Solomon fa parlare Ceausescu in prima persona al termine del documentario, ed è proprio attraverso le parole del dittatore rumeno che arrivano i complimenti ironici a questi nuovi ricchi, i quali sono stati abili a perpetrare uno dei maggiori insegnamenti del regime: la corruzione.

ps. tutti i commenti sul documentario sono basati sulla personale visione dello stesso, chiedo venia nel caso in cui ci fosse qualche errore nel riportare i dati. In quel caso, ogni correzzione è ben accetta.

* Ogni riferimento a persone, fatti o cose è puramente casuale

European Summit on Communication

giugno 24, 2010 Commenti disabilitati

Si è da poco concluso il European Summit on Measurement organizzato dall’ International Association for Measurement and Evaluation of Communication (AMEC) in collaborazione con l’Istituto di Relazioni Pubbliche di Barcelona. L’importante risultato di questo summit è stata la creazione per la prima volta di una bozza di Standard Globale per la misurazione delle attività di PR. Il sito dell’Istituto di Relazioni Pubbliche lo definisce a ragione una dichiarazione di principi che sottolinea l’importanza delle attività di PR. In sette punti chiave, il sito presenta gli elementi su cui costruire gli strumenti per una migliore comprensione dei fenomeni, e dei numeri, legati alla comunicazione. E’ importante ricordare come il sito sottolinea il fatto che l’attività di PR debba essere misurata, e di come questa azione debba essere fatta nel più coerente ed efficace dei modi. Mentre i punti possono essere trovati qui, e non c’è dunque bisogno di impegnarsi in nessuna ingegnosa opera di copia e incolla, la redazione di questo blog vuole soffermarsi solo su uno di questi punti: il numero 3 “AVEs are not the value of pubblic relations”. L’AVE è stato infatti fino a oggi  uno degli strumenti principali su cui si basava l’analisi dell’investimento pecuniario per la promozione di qualsiasi cosa, sia essa un capo d’abbigliamento, un evento o il lancio di un nuovo prodotto. AVE sta per Advertising Value Equivalency e viene presentato anche nel sito stesso dell’Istituto Catalano.
Il concetto che si cerca di esprime in questo post è quello secondo il quale anche la misurazione delle attività di PR viene in un certo senso forzata a cadere all’interno di mere categorie economiche fatte di numeri, ROI, clippings e costo degli spazi pubblicitari.
Particolare curioso del Summit è che la stragrande maggioranza si è espressa in favore dell’abolizione dell’AVE mentre sono latitate le proposte legate a quali potrebbero essere gli strumenti per una misurazione alternativa. In effetti possiamo dare atto a chi si occupa di argomenti distanti dalla sfera della comunicazione, che si possa fare fatica a comprenderne in pieno i rischi, le potenzialità e la ricchezza delle informazioni legate al PR. AVE significava misurare gli investimenti pubblicitari sulla base di quanto sia stato speso per sostenere le attività di comunicazione. Ora le cose sono cambiate, sembrerebbe dire Barcelona. Io per ora non mi sento ccome un fanatico alla ricerca di un nuovo approcio con la rete. Per ora stiamo a vedere cosa accade, dato che è il mio lavoro.

Per concludere, vogio mostrarvi il link ad un blog che ormai seguo da un po’, un web-strategist che sa il fatto suo: idee interessanti ma soprattutto in grande!

Con questo concludo, e buon PR a tutti.

Dichiariamo guerra alla Germania

maggio 29, 2010 3 commenti

Basandomi su quelli che furono i miei studi universitari, qualcosa di teoria dello sviluppo dovrei ancora ricordarmelo, non dico andare a ripescare Prebish o Rosenstein Rodan, ma almeno ricordarsi i tanti studi di caso e le politiche di sviluppo economico scellerate. Tuttavia, uno dei miei colleghi è riuscito a superare la mia immaginazione nei giorni passati con una teoria che non lascia spazio ai tentennamenti. La cosa che mi ha sorpreso magiormente è che la sua teoria non aveva nulla di innovativo, essendo infatti un pensiero faceto che ricorre in molte e diverse conversazioni appartenenti alla categoria ABBARO – Abbasso la Romania.
Dunque la sorprendente teoria economica è presto spiegata mi dice il mio collega durante la pausa caffè.
Collega: “Dichiariamo guerra alla Germania”, e tack! quasi il caffè mi va di traverso.
Io:“Come prego?” Ribatto io basito.
C:“Ma non capisci?”
I:“Ehmmm, no…”
C:“Dichiariamo guerra alla Germania, dopo due giorni ci stufiamo, l’esercito si disfa, la disorganizzazione trionfa e i tedeschi piantano le loro bandiere da queste parti”
I:“Wow…e quindi?” chiedo io ancora non sicuro di dove voglia arrivare, e con il timore di ricordargli che era già successo una volta [l’invasione], e non fu poi così piacevole.
C:“Beh, una volta che arrivano i tedeschi, portano con sè la loro amministrazione pubblica, la loro organizzazione e tac! in meno di 10 anni abbiamo autostrade e ferrovie, amministrazione pubblica efficente e un paese che finalmente cresce!”
I:“Ahhh” chioso io in un commento finale esterefatto.

Il discorso diciamo che morì lì, tramontando con la fine della pausa caffè. Tuttavia, quello che mi pare strano, e che voglio sottolineare in questo post, è quella sensazione che ho a volte parlando con i miei colleghi, una sensazione di totale mancanza di fiducia nel loro paese, nelle loro capacità. Sono ricorrenti i commenti del tipo ABBARO e l’esterofilia ha qui dei livelli che battono di gran lunga la già scarcagnata italia. La battuta di farsi invadere dalla Germania non è solo un accenno goliardico, è anche il triste sintomo del fatto che le cose non funzionano molto bene (eufemismo). What else?

Sciopero a Bucarest: minatori in piazza?

maggio 19, 2010 3 commenti

Oggi sono attese in città circa 60.000 persone provenienti da tutto il paese per protestare contro le misure di austerità decise dal governo nei giorni passati. Il centro della città e la sua Piaza Victorei saranno l’epicentro di questa grande manifestazione di massa che si prefigge l’obiettivo di modificare i rigidi piani dell’esecutivo in termini di riduzione del budget.

La notizia appare su molti quotidiani locali come Antenna 3 che parla dei possibili scioperi ventilati dai sindacati per i prossimi giorni nel caso le loro voci non venissero ascoltate: il blocco quasi totale di Metrorex, scioperi della Tarom e boicottaggio da parte degli insegnanti degli esami di fine anno scolastico.

Anche Realitatea da spazio all’evento chiedendo ai lettori se sono d’accordo con le richieste dei manifestanti. Interessante invece la foto che Adevarul inserisce nell’articolo sulle dimostrazioni di oggi. Una foto di  minatori in protesta, e qui i minatori ancora evocano brutti ricordi. Qualcuno teme che cose simili possano accadere in questi giorni. Molti sono certi che i tragici eventi del 1990 non si ripeteranno di nuovo.

In quel caso fu molto probabilmente il poco democratico neoeletto primo presidente della Romania dopo la fine del regime – Ion Iliescu – a chiamare in città i minatori per difendere il paese dalle proteste di una “ribellione fascista”. Come andarono quei giorni (13 -15 giugno, fra meno di un mese sarà il ventennale) non è proprio un informazione di dominio pubblico e le nefandezze compiute nei confronti dei manifestanti sono cose di cui tutti hanno sentito ma di cui nessuno parla.

La manifestazione di oggi dovrebbe iniziare fra circa due ore, alle 9 fuso orario sabaudo. Terrò d’occhio i siti di informazione, come mi piacerebbe andare li in Piaza Victorei.