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Posts Tagged ‘Internazionale’

Il Segretario del Presidente

luglio 2, 2011 Commenti disabilitati

Guardate un po’ al minuto 2:08 di questo video: il Segretario del Presidente…

 

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Schnitzel siciliano

settembre 3, 2010 Commenti disabilitati

Questa mi mancava…lo schnitzel che da piatto tipico d’Oltralpe, diventa una specialità siciliana…l’Europa Unita delle cucine è già qui.

Quel non più tanto sopito razzismo che avanza

luglio 25, 2010 1 commento

Una volta si aveva timore ad esprimere i propri commenti razzisti in Italia, ci si vergognava per certi pensieri, certe idee.

Oggi pare che essere razzisti non sia più un tabù, insultare, denigrare, offendere qualcuno per il colore della pelle pare sia divenuta una cosa accettabile, addiritura una pratica promossa.

Queste sono le mie tristi considerazioni della domenica mattina che vengono dopo aver letto questo articolo di cui riporto qui sotto alcuni passaggi:

La ragazzina, classe 1988, studentessa, cittadina brasiliana ma abitante in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus urbano Sila in viale Belforte. Si stava lamentando con un’ amica nicaraguense per il caldo che c’era sul mezzo pubblico quando un uomo, “autista in borghese”, con bimbo in braccio e moglie incinta al seguito, si intromette e comincia ad insultarla. Le dice: “Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m…e non venite qui a romperci i c…» e altre “gentilezze” simili. La ragazza risponde, la moglie prende le parti del marito e rincara. Alla fine la situazione degenera e i due mettono le mani addosso alla ragazza.

In un autobus con molta gente a bordo, la situazione non si risolve se non nel seguente modo:

A quel punto alla giovane brasiliana viene detto di scendere, ma lei si rifiuta. L’autista ferma il bus e chiede alla ragazza di andarsene “per ristabilire l’ordine”. La ragazza protesta e si domanda perchè debba scendere solo lei: ma non riceve una risposta ragionevole.

Non ci sono molte considerazioni da fare, o forse ce ne sono fin troppo ma la mia mente non riesce a far altro che sentirsi invasa da un’enorme tristezza…e mi tornano in mente i miei vicini di casa di quando ancora giovane abitavo nelle vallate del nord italia, paesaggio bucolico fatto di verde, cielo terso e profumo di campagna dove i nostri vicini non ci rivolgevano il saluto (non lo fanno tutt’ora con la mia famiglia che ancora vive li) sono perchè siamo meridionali.

Quindi, studentessa classe 1988 che eri sul bus quel giorno, temo proprio che il razzismo che hai dovuto provare su te stessa in quel di Varese non sia un caso isolato, nel sempre più degenerato bel paese.

Buona triste domenica a tutti.

La Romania fra spie e palme

maggio 13, 2010 Commenti disabilitati

Mentre ieri si apriva il Festival del Cinema di Cannes , viene pubblicata oggi la notizia della Romania divenuta un crocevia di spie provenienti dai paesi della ex Unione Sovietica.
Ora vi domanderete voi che legame ci possa mai essere fra queste due notizie. Beh, in effetti non ce n’è nessuno, se non l’antitesi.
Non saranno forse più i tempi di Cristian Mungiu trionfatore al Festival di Cannes, ma la compagine rumena anche quest’anno è pronta ad offrire il meglio della propria produzione artistica sulla croisette. Nuovi registi per una tradizione cinematografica che si rafforza.

Tornando nella terra dei Dacii, mi viene in mente l’intervista che il direttore del Servizio Informazioni Estere (SIE) Mihai Razvan Ungureanu, ha rilasciato a “Romania Libera” in cui afferma con orgoglio che lo spionaggio rumeno è fra i migliori all’interno della NATO.
Spulciando fra i vari articoli sull’argomento che ho trovato in rete, ci sono alcune affermazioni di Ungureanu che mi hanno colpito:

“…è stata inaugurata proprio in Romania – ad Oradea, al confine con l’Ungheria – la scuola Nato per le spie dell’Alleanza“. Esiste una scuola NATO per spie? Ma la guerra fredda non era finita?

…tutto il male che può venire dall’Est – criminalità organizzata ad esempio – si scontra sui muri posti da stati come Polonia o Romania…E Darth Vader dove lo hanno lasciato?

Inoltre Osservatorio Balcani mi fa notare che:
“…i romeni non possono viaggiare negli Stati Uniti senza visto. Circa il 25% delle richieste vengono respinte – molto al di sopra rispetto al 3% – quanto fissa la legge americana, sottolinea la stampa di Bucarest.” Insomma gli americani gli mettono i missili, impiantano basi, la NATO addestra le spie, ma dalla Romania i rumeni hanno ancora problemi a uscirci.

Vabbè, vado a cercare come posso scovare i film in uscita a Cannes.

…piccola aggiunta trovata al volo prima di andare a dormire: anche il Los Angeles Times dedica un articolo a come i Rumeni non siano capaci di fare film brutti, solo un successo dopo l’altro…

Il saluto rumeno

aprile 23, 2010 3 commenti

Certo che anche fra francesi e rumeni non se le mandano a dire…

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@Oana un ringraziamento a te per avermi segnalato il video!

Bialetti sposta la moka in Romania

aprile 9, 2010 Commenti disabilitati

Ho appena letto che la Bialetti trasferirà probabilmente in Romania parte delle sue attività, chiudendo la produzione nel VCO e delocalizzando tutto da queste parti. Non ho capito dove però. In un altro articolo sull’argomento si dice che il modello di produzione su cui si fonda la Bialetti non è più sostenibile in Italia a causa della congiuntura internazionale (bla,bla,bla…) e “dell’alta incidenza dei costi fissi e indiretti”, così recita la spiegazione ufficiale dell’azienda perlomeno. Nulla da dire al riguardo, la Bialetti non è un ente no-profit, e va dunque dove questi abominevoli costi fissi e indiretti sono inferiori.

A me fa un po’ sorridere l’urlatore Grillo, il quale si scatena contro questi politici sciagurati dell’Italia e dell’Europa, e qui gli do ragione, i quali finanziano i nostri capitalisti di sventura e le loro delocalizzazioni produttive nell’est europeo. E questo mi fa un po sorridere, e non lo dico in tono polemico. Semplicemente l’est europeo sfrutta quello che è forse uno dei suoi maggiori vantaggi comparati: il minor costo del lavoro. E mi vien da pensare a cosa avranno mai detto gli operai inglesi quando negli anni sessanta iniziò la delocalizzazione del tessile dalla Gran Bretagna all’allora Italia in via di sviluppo. Mi domando anche quali idee abbia mai in mente Grillo, demagogia in stile politichese o qualche magica ricetta economica per poter mantenere una produzione ad alta incidenza di costi fissi (e basso valore aggiunto) in un paese con un costo della vita come quello italiano?

Certo lui se la prende con l’Europa, e con questo sistema che permette ad un imprenditoria spesso canaglia di aumentare i propri ricavi, ma io non credo che l’Europa vada considerata con tutti i suoi meriti e demeriti assieme, non a rate, o a seconda dei gusti.

Special thanks a Coinqua per avermi segnalato questa notizia sulla Bialetti!

Dall’oroscopo di Internazionale di questa settimana

marzo 11, 2010 Commenti disabilitati

Come faresti l’amore –

ho detto amore, non sesso –

con un panino,

con la musica che ascolti,

con un vaso di fiori,

con gli estranei che incontri al bar,

con tutto?