Archivio

Posts Tagged ‘politica’

Succede a Bucarest

giugno 23, 2011 1 commento

A Bucarest fa caldo, in casa senza aria condizionata ci si squaglia già alle sette del mattino. L’estate è ormai arrivata prepotente sul cemento dei viali cittadini, e si trova rifugio solo nel verde dei parchi o nella pioggia che precisa arriva nel fine settimana. Non riesco a scrivere con costanza sul blog, ma non è il caldo. Ci sono alcune perle di attualità che però non voglio far passare invano, ed eccomi qui dunque a scriverne in questa mattina di città. Oggi vi narro di quella volta in cui una coppia di amici dovette chiamare la polizia perché durante la notte dei ladri avevano rapinato la loro azienda (al pian terreno di un condominio). Risultato? Ovviamente nessuno pensava di poter mai recuperare il maltolto, ma sentirsi dire dalla polizia che rischiavano di dover pagare una multa di seimila Ron, circa millecinquecento euri, per non aver installato un sistema d’allarme in ufficio, qualche dubbio su come giri il mondo te lo fa venire. Ma poi Rino Gaetano cantava ad esempio a me piace il sud

Gli incentivi fiscali che non incentivano

dicembre 28, 2010 Commenti disabilitati

Archiviati i panettoni, torno a informarmi sul mondo a poche ore dalla mia partenza per una breve pausa di capodanno. Domani mattina alle 2 uscirò di casa diretto all’aereoporto, destinazione Polonia. Ingannando l’attesa ho deciso di approfondire una notizia dell’ultimo minuto arrivata prima di natale: l’Atto 2212 del Senato della Repubblica Italiana, ovvero Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia.
E’ vero che a pensar male non si fa peccato, ma devo ammettere che per un momento ho creduto potesse essere una legge buona, un’azione parlamentare bipartisan che provasse a mettere da parte i soliti litigi politici per il bene comune: la politica che torna a farsi politica, il Senato che si adopera per la res pubblica.

Ovviamente l’idillio è durato ben poco, il tempo di andare oltre la rapida soddisfazione di una politica che “funziona” e aprire il sito del Senato alla pagina degli ultimi atti approvati. Non sto pensando di tornare in Italia, ma la semplice idea di poterlo fare mi rallegrerebbe molto; sarebbe come avere una bottiglia di vino in casa per gli ospiti anche quando non stai aspettando nessuno, sai che è lì per ogni evenienza. Nello stesso modo, una buona legge per incentivare i giovani a tornare in patria è qualcosa di cui non sento il bisogno in questo momento, ma sapere che c’è mi avrebbe fatto piacere. Mi avrebbe fatto pensare che ogni tanto la politica può fare qualcosa di buono. Senza citare il fatto che la legge avrebbe fatto piacere alla mia mamma, sempre speranzosa di vedermi tornare al focolare.

Non sono un giurista, e bisogna aspettare i decreti attuativi per vedere cosa accade alla legge nel dettaglio. Se qualcuno vuole aiutarmi a comprendere la legge fino in fondo è il benvenuto, per ora quello che mi pare di capire è che:

  • la legge sarà valida fino al 31 Dicembre 2013. Cosa accade dopo? Si torna alla tassazione ordinaria presumo. In pratica la legge è un piccolo contentino che suona come “sù, se voi Italians esterofili fate i bravi e tornate da mammà, vi aumentiamo la paghetta settimanale”.
  • cosa ci guadagna un’azienda nell’assumere qualcuno che ha vissuto all’estero? Il tessuto industriale italiano è fatto in prevalenza di piccole e medie imprese a conduzione familiare, e le grandi imprese non credo stessero aspettando questa legge per scegliere chi le gestisce.
  • il terzo è ultimo punto è anche il più interessante. Spulciando la legge nel dettaglio,  si scopre che all’articolo 7 il testo approvato afferma che “Il beneficiario degli incentivi fiscali di cui all’articolo 3, comma 1, decade dal diritto agli stessi se trasferisce nuovamente la propria residenza o il proprio domicilio fuori dell’Italia prima del decorso di cinque anni dalla data della prima fruizione del beneficio. In tal caso si provvede al recupero dei benefıci gia` fruiti, con applicazione delle relative sanzioni e interessi”. Cosa vuol dire? Se si cambia idea prima di cinque anni dall’invito a tornare a casa, lo Stato presenta il conto e bisogna restituire tutte le agevolazioni ricevute.

Io resto a Bucarest, e temo che dovremmo attendere un altro natale per leggere una cartolina per tutti gli Italians del mondo.

Buon Anno a tutti, fra poche ore si parte per la fredda e innevata Polonia.

Verso la Polonia a bordo della Maluch

La foto arriva da qui

I migliori 10 argomenti del 2010 da trattare davanti a un paio di birre

dicembre 20, 2010 3 commenti

Alcuni giorni fa Nick Paumgarten sul The New Yorker ha pubblicato un articolo dal titolo Top Ten Two-Beer Arguments of 2010, che in Italiano si potrebbe tradurre con qualcosa del tipo I migliori 10 argomenti del 2010 da trattare davanti a un paio di birre.

Visto che siamo a fine anno, ed è tempo di bilanci un po’ per tutti, ho provato a mettere giù una versione nostrana dei dieci argomenti da birra di impronta italica. Davanti a un paio di birre discutiamo:

1. Se il riscaldamento globale è una legenda metropolitana o una minaccia seria.

2. Se quest’anno la crisi economica, ma l’anno prossimo ci sarà la ripresa.

3. Se Cassano è un talento del calcio o un ragazzino viziato.

4. Se l’Inter di Benitez sia peggio di quella messa in campo dal maestro Mourinho.

5. Se è tutta colpa di Berlusconi.

6. Se è tutta colpa della sinistra.

7. Se quello di quest’anno sarà l’ultimo cinepanettone, e poi basta.

8. Se Saviano è un eroe o un approfittatore.

9. Se i social media sono una rivoluzione o se i pizzini rimangono un rispettabile strumento di comunicazione.

10. Se questa è l’ultima birra e poi basta.

Book Bloc

dicembre 15, 2010 Commenti disabilitati

Ci sono tante cose che si potrebbero raccontare su quello che è successo in Italia ieri, ma tante sono anche le fonti di informazione utili per farsi un’idea e provare a capire l’accaduto. Per questo motivo non voglio riempire la rete con altri commenti, ma semplicemente riportare un aspetto della protesta di ieri che è forse passato in parte inosservato: i Book Bloc. Vi rimando al loro sito per maggiori informazioni, e vi augro la buona notte con una foto della protesta di Roma di ieri. La foto arriva dal loro sito, nel caso ci fosse stato bisogno di specificarlo:

Per concludere è giusto ricordare che dietro l’idea dei Book Bloc ci sia il Wu Ming, un collettivo di scrittori che ha riassunto nella seguente maniera l’iniziativa di ieri:

Shall we summarize? […]
Our world is infected by the plague (Decameron).
The plague is the atomization of social relationships (The Naked Sun)
Those who refuse this state of things are often prey to an obsession that cripples their initiatives (Moby Dick), that is to say: the obsession with “Him,” Silvio the Malignant Whale, this «berluscocentrism» affecting the public discourse.
This obsession becomes an ideological barrier and causes us to attack windmills that are put in front of us as baits (Don Quixote).
The risk is to be mesmerized by the scene of an outraged, sex-addicted, ever-carousing power (Satyricon).
We will avoid such risk only if we find a new story, a narrative of ourselves that will break into this world as a real scandal (Tropic of cancer), as opposed to all the fake scandals we see in the media. The emergence of a new, unified, conflict-bearing subjectivity would be the only truly intolerable scandal. «For it must needs be that scandals come», says the old maxim [Matthew, 18,7].
Hence the problem of organization (What Is to be done?) And, perhaps, the need to re-read Lenin, rejecting what is to be rejected, revamping what can be revamped.
Of course, today the process of organization can no longer aim at building the party of the proletariat as in the 20th century: organization must take into account the enemy’s superior mobility, it must make us able to fight in an ever-changing situation, a scenario of constant deterritorialization (A Thousand Plateaux).
However, without a narrative, without stories to be told in the night around the campfire, any guerrilla warfare in the desert is doomed to failure. And so we return to the first book, the Decameron: it is thanks to the stories we tell one another that we can prevent the spreading of the plague […]
Well, Q is the only book in the “Book Bloc” whose authors are still living. Should they have chosen only dead writers? We might say that Q represents the “here and now” of the struggle, the need to act now.»

Disclaimer: special thanks to Lazar for the link to the Book Bloc

Berlusconi Basescu Sarkozy: oggi al lavoro non si parlava d’altro

novembre 22, 2010 Commenti disabilitati

Cosa si saranno detti i tre all’ultimo vertice di Lisbona? Oggi al lavoro non si parlava d’altro. Qui di seguito la mia personale quanto irreale interpretazione…

Basescu: senti ma allora per quell’affare? Mutu, il ragazzo ha bisogno di una nuova possibilità, per riscattarsi, far vedere che è un bravo giocatore.

Sarkozy: guarda non so, ho provato a parlare con Deschamps, magari se lo compra lui. Ma non basta lo sai.

Basescu: si, si lo so, se ti prendi Mutu, ti regalo Hagi, Vicolo Corto e dieci Dacia immatricolate nel 78 da regalare al prossimo incontro della Africa Francofona.

Sarkozy: sfotti, sfotti, guarda che continuo a rimandarti altri rom a casa. E poi Vicolo Corto non lo voglio!

Basescu: ma se te lo do senza nemmeno dover passare dal via!

Sarkozy: senti lascia perdere, e poi a dirti la verità Mutu è un brocco, lo dice anche mia moglie. Ora vado, và.

Basescu: ma senti, ma dai, almeno Mutu, altrimenti non se lo prende nemmeno l’Albinoleffe

Sarkozy: parlane con quell’altro là che ti dice lui come fare

Basescu: l’altro chi?

Sarkozy: l’italiano, chi altro.

Basescu: vabbè, ora vado

Sarkozy: vai, vai che a me chiama Carlà.

Basescu: Ba* Silviule.

Berlusconi: uè Traian, come stai? qualche gnocca l’hai portata?

Basescu: guarda, ho appena parlato con Nicola, ed era risentito, non vuole comprarsi Mutu

Berlusconi: ooohhh, ma tu qualche minorenne gliela hai offerta?

Basescu: ma è illegale!

Berlusconi: nessuna minorenne? ma tu sei pazzo caro mio.

Basescu: e come la giustifico una cosa del genere?

Berlusconi: digli che è la nipote di Jean-Marie Bockel

Basescu: si ma lo sai poi che con l’Africa non si sa mai come reagiscono.

Berlusconi: io ti do il numero di Gagliani, chiama lui e vedi se te lo piazza con il Cittadella

Basescu: grazie Silviule, non so che dire. Una Dacia in regalo la vuoi?

Berlusconi: no guarda, scappo che questi giornalisti non li sopporto più.

Basescu: si, poi rischi che facciano delle domande

Berlusconi: a dire il vero, ho un appuntamento con la cameriera del bar di sotto. L’ho abbordata stamane prima di fare colazione…

 

I 12 migliori film del decennio

novembre 21, 2010 2 commenti

Ho trovato su Smashinglists.com la lista dei migliori 12 film stranieri (e per stranieri, ovviamente loro intendono non americani) del decennio. Non sorprende che non ci siano film italiani – se a qualcuno viene in mente un film nostrano al di sopra della media fatto nell’ultimo decennio, vi prego di segnalarmelo –  e forse anche questo è un segno dell’imbarbarimento culturale nazionale.

E’ una piacevole sorpresa trovare un film rumeno, anche se poi sorpresa non è tanto per chi segue il cinema rumeno e i successi ottenuti negli ultimi anni. 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni si posiziona al sesto posto fra i migliori film stranieri del decennio. Diretto da Cristian Mungiu, di cui avevo già parlato qui, il film ha anche vinto la palma d oro a Cannes nel 2007.

Mi è venuta la voglia di andare a rivedermi il film, buona serata a tutti.

VADO VIA/RESTO QUI

novembre 10, 2010 5 commenti

Perche’ forse un po’ parlavano anche a me in questo dialogo:

Fabio – Vado via perché non se ne può più

Roberto – Vado via perché non mi sento un eroe

Fabio – Vado via perché preferisco i paesi dove ci si può annoiare

Roberto – Resto qui perché non ho proprietà ad Antigua

Fabio – Resto qui perché non voglio andare a Antigua

Roberto – Vado via perché voglio dimenticare tutto quello che ho visto

Fabio – Resto qui perché voglio sentire le canzoni in italiano

Roberto – Resto qui per scoprire chi è stato

Fabio -Vado via perché mi sa che va via anche Cassano

Roberto – Vado via perché non voglio più chiedermi cosa c’è sotto

Fabio – Vado via perché questo è il paese che ha inventato il “me ne frego”

Roberto – Resto qui per vedere lo Stato conquistare il Sud

Fabio – Resto qui per vedere il tricolore conquistare il Nord

Roberto – Vado via per sentirmi normale

Fabio – Vado via perché non voglio vivere dove comandano le mafie

Roberto – Resto qui perché non voglio che le mafie continuino a comandare

Fabio – Vado via perché non sopporto le feste patronali

Roberto – Vado via perché qui si applaude ai funerali

Fabio – Resto qui perché questa sera ho ascoltato Roberto Benigni

Roberto – Resto qui perché questa sera perchè mi hanno fatto un regalo Roberto Benigni e Claudio Abbado

Fabio – Resto qui perché mi hanno fatto un regalo bellissimo Angela Finocchiaro , Nichi Vendola, Daniele Silvestri e poi perchè voglio ammazzarmi di carboidrati

Roberto – Vado via perché preferisco mangiare peggio ma vivere meglio

Fabio – Vado via perché il cinquantennale di Piazza Fontana non lo potrei sopportare

Roberto – Resto qui perché a dicembre ci sono le arance buone

Fabio – Vado via perché può bastare

Roberto – Vado via perché mi è già bastato

Fabio – Vado via perché a Milano cacciano i bambini Rom

Roberto – Vado via perché dev’essere bellissimo tornare qui da turista

Fabio – Vado via perché non voglio veder crollare altri pezzi di Pompei

Roberto – Resto qui finché Mina non torna in tivù

Fabio – Resto qui perché due figli non li sposti facilmente

Roberto – Resto qui perché sono italiano

Fabio – Vado via perché dobbiamo sgomberare il palco per il finale