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Posts Tagged ‘social life’

Venerdì mattina in Ufficio

luglio 10, 2011 2 commenti

Venerdì mattina ci siamo trovati questi cartelli appesi in ufficio: il luogo esatto dell’ufficio in cui erano stati appesi è ovviamente da indovinare.

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Gli incentivi fiscali che non incentivano

dicembre 28, 2010 Commenti disabilitati

Archiviati i panettoni, torno a informarmi sul mondo a poche ore dalla mia partenza per una breve pausa di capodanno. Domani mattina alle 2 uscirò di casa diretto all’aereoporto, destinazione Polonia. Ingannando l’attesa ho deciso di approfondire una notizia dell’ultimo minuto arrivata prima di natale: l’Atto 2212 del Senato della Repubblica Italiana, ovvero Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia.
E’ vero che a pensar male non si fa peccato, ma devo ammettere che per un momento ho creduto potesse essere una legge buona, un’azione parlamentare bipartisan che provasse a mettere da parte i soliti litigi politici per il bene comune: la politica che torna a farsi politica, il Senato che si adopera per la res pubblica.

Ovviamente l’idillio è durato ben poco, il tempo di andare oltre la rapida soddisfazione di una politica che “funziona” e aprire il sito del Senato alla pagina degli ultimi atti approvati. Non sto pensando di tornare in Italia, ma la semplice idea di poterlo fare mi rallegrerebbe molto; sarebbe come avere una bottiglia di vino in casa per gli ospiti anche quando non stai aspettando nessuno, sai che è lì per ogni evenienza. Nello stesso modo, una buona legge per incentivare i giovani a tornare in patria è qualcosa di cui non sento il bisogno in questo momento, ma sapere che c’è mi avrebbe fatto piacere. Mi avrebbe fatto pensare che ogni tanto la politica può fare qualcosa di buono. Senza citare il fatto che la legge avrebbe fatto piacere alla mia mamma, sempre speranzosa di vedermi tornare al focolare.

Non sono un giurista, e bisogna aspettare i decreti attuativi per vedere cosa accade alla legge nel dettaglio. Se qualcuno vuole aiutarmi a comprendere la legge fino in fondo è il benvenuto, per ora quello che mi pare di capire è che:

  • la legge sarà valida fino al 31 Dicembre 2013. Cosa accade dopo? Si torna alla tassazione ordinaria presumo. In pratica la legge è un piccolo contentino che suona come “sù, se voi Italians esterofili fate i bravi e tornate da mammà, vi aumentiamo la paghetta settimanale”.
  • cosa ci guadagna un’azienda nell’assumere qualcuno che ha vissuto all’estero? Il tessuto industriale italiano è fatto in prevalenza di piccole e medie imprese a conduzione familiare, e le grandi imprese non credo stessero aspettando questa legge per scegliere chi le gestisce.
  • il terzo è ultimo punto è anche il più interessante. Spulciando la legge nel dettaglio,  si scopre che all’articolo 7 il testo approvato afferma che “Il beneficiario degli incentivi fiscali di cui all’articolo 3, comma 1, decade dal diritto agli stessi se trasferisce nuovamente la propria residenza o il proprio domicilio fuori dell’Italia prima del decorso di cinque anni dalla data della prima fruizione del beneficio. In tal caso si provvede al recupero dei benefıci gia` fruiti, con applicazione delle relative sanzioni e interessi”. Cosa vuol dire? Se si cambia idea prima di cinque anni dall’invito a tornare a casa, lo Stato presenta il conto e bisogna restituire tutte le agevolazioni ricevute.

Io resto a Bucarest, e temo che dovremmo attendere un altro natale per leggere una cartolina per tutti gli Italians del mondo.

Buon Anno a tutti, fra poche ore si parte per la fredda e innevata Polonia.

Verso la Polonia a bordo della Maluch

La foto arriva da qui

Spiegare le veline e il “velinismo”

agosto 31, 2010 2 commenti

In questi giorni leggo con attenzione tutti gli aggiornamenti del Circo Gheddafi e del suo scorazzare per le strade di Roma, dispensando oboli di partecipazione e offrendo la possibilità di conversione religiosa con rito abbreviato e copia del corano rilegato in pelle 25X34 in regalo (consegna immediata!). Ammetto che non è facile spiegare la cosa a chi non conosce molto bene l’Italia, soprattutto quando ti capita di scoprire come sono state selezionate le balde giovani (assieme a 200 baldi maschietti, si, si, mica son solo donne).

E mentre mi sorprende l’affermazione del Sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale afferma che “Gheddafi è un animale politico eccezionale. Ha i soldi, ha il petrolio e fa splendidamente l’interesse della sua nazione. Tocca a noi fare il nostro interesse. Il punto è questo”. Intendiamoci, mi colpisce per il suo essere così delirante nella sua sincerità. Il punto è un altro, vi chiederete voi cosa c’entra tutto questo che ho scritto fin qui con le veline, il velinismo o tantomeno con la Romania e Bucarest (che sono gli argomenti di questo blog). Beh, il fatto è che ieri sera ho provato a spiegare alla mia ragazza cosa sta accadendo in Italia per la visita del premier libico e, nonostante lei parli benissimo italiano, c’è stato un momento di spaesamento da parte sua quando ho definito queste hostess affittate per Gheddafi come delle veline, e mi sono messo a parlare di “velinismo”, corrente nazional-popolare del superficialismo catodico nostrano.

Diciamo che davanti alla domanda: “Che cos’è una velina?”, io mi trovo ancora un po’ spiazzato. Come spieghereste voi a chi non ha subito il bombardamento mediatico infantile fatto di Veline, Letterine, Schedine, Letteronze e Gheddafine, cosa sono questi personaggi, o meglio, in cosa consiste la loro professionalità?

Ogni suggerimento è ben accetto.

We are back!!!

agosto 28, 2010 2 commenti

Bentornato! A chi? A me stesso ovviamente, e a tutti i fedeli due lettori e mezzo che con ansia attendevano il ritorno al lavoro della redazione di Piata Unirii. Come potete vedere ci siamo rifatti il trucco, con un nuovo aspetto più chiaro, più luminoso, probabilmente più facile da leggere.
L’estate dalle temperature tropicale è agli sgoccioli, purtroppo aggiungo io. Il barachino dove vendono le angurie sotto casa probabilmente non starà li ancora per lungo, e quel caldo che ti avvolge come provenisse da un gigantesco asciugacapelli fra qualche settimana cederà forse il passo ad un mite autunno.
La redazione di PiataUnirii vi dà il bentornato sulle frequenze di Bucarest con un video scovato in rete ieri sera (Special Thanks per Tuccio che mi ha mostrato il video dopo una seconda porzione di gelato). In un mondo dove tutti corrono, concediamoci un momento di procrastinazione delle cose, in questo ultimo scampolo d’estate.

Vacanze a Bucarest: commenti di un fine settimana domestico

maggio 25, 2010 10 commenti

Dopo alcuni giorni di latitanza, eccomi a scrivere nuovamente. La ragione della lontananza dalla rete è stata la visita dall’Italia di genitori e zii. Un fine settimana lungo in giro per Bucarest, con tanto di capatina nei non lontani Carpazi.
Giorni di babysitteraggio intensi dai tanti risvolti piacevoli. Certo la Romania non è un paese che molti sceglierebbero come destinazione turistica (io ci sono venuto a vivere invece 🙂 e quindi ero molto curioso di vedere come la famiglia avrebbe guardato a questa città, cosa avrebbe notato, osservato, respirato, capito, ignorato, gustato, disgustato, domandato, pensato, commentato e molti altri -ato.
L’obiettivo non è certo quello di riportare in questa sede tutte le nostre conversazioni, e non, dei giorni scorsi, ma ci sono alcuni commenti che mi hanno colpito e che spero interpretino almeno in parte l’idea con cui sono risaliti sull’aereo zii e genitori. Il mio babbo è rimasto affascinato dalla maestosità folle della Casa del Popolo, risultato della follia di un uomo che univocamente ha lasciato al paese una pesante eredità: “un luogo che bisogna vedere per poter almeno tentare di farsi un’idea di cosa sia Bucarest”.
La mia mamma invece è rimasta colpita dal Museo del Villaggio (Museo Satului), non solo per l’idea originale che sta alla base del Museo, ma anche per tutti gli utili suggerimenti che ha potuto trarre dalle spiegazioni sulle tecniche di costruzione delle case nelle campagne rumene: “certo che una volta la gente era in grado di vivere in sintonia con la natura, facendo un uso migliore delle limitate risorse a disposizione”. Insomma, quanti accorgimenti delle case di campagna possono essere ripresi e utilizzati anche oggi. Per chi non lo sapesse, il Museo del Villaggio è un museo all’aperto iniziato negli anni 30 dove sono state portate e ricostruite in loco abitazioni tipiche dei diversi luoghi della Romania. Sono quasi tutte case originali smontate dai loro luoghi originali e rimontate qui a Bucarest.
Mi ha colpito cosa ha detto la mia zia passeggiando nella piazza di Brasov durante una assolatissima giornata: “dovremmo portare qui in visita tutti i leghisti”. Il suo era un modo per dire che la gente prima di giudicare dovrebbe vederle le cose. Correggimi se sbaglio zia.
L’ultimo commento lo lascio a mio zio e all’ultima sera che abbiamo trascorso tutti assieme qui a Bucarest: “ero venuto qui con un’idea e l’ho cambiata in questi giorni”. Forse questo pensiero era comune a molte persone che vengono in visita qui nella capitale, compresa l’allegra combriccola che era venuta a farmi visita. Ed è anche una prova di quanto sia importante viaggiare e conoscere. E per ogni persona che venendo qui riesce ad abbandonare pregiudizi o idee preconcette, io divento un po’ più contento. Ammetto che la cosa non è facile venendo dall’Italia, dove i mezzi di informazione non aiutano. Ma io posso dire di esserci riuscito in questo caso, merito di genitori e zii che sanno ascoltare, e che sono persone di vedute larghe!
Qualcun’altro che vuole venire in vacanza in Romania quest’estate?

Campagna di sensibilizzazione

maggio 8, 2010 Commenti disabilitati

Il centro di Bucarest ha avuto per un fine settimana le sue fontane colorate di rosso. L’obiettivo era la sensibilizzazione contro l’emofilia. Nell’immagine qui sotto siamo nelle vicinanze di Universitate.

L’Europa vista da Bucarest

maggio 5, 2010 5 commenti

Questa cartina dell’Europa l’ho trovata oggi vagabondeggiando per la rete. Non mi metto a tradurla tutta anche perchè molte cose sono simili fra italiano e rumeno. Però vi invito a leggere le definizioni di Romania e Italia. Dunque, la Romania viene definita come “la casa: qui mangiamo, dormiamo, ascoltiamo manele (una sorta di musica tamarra in versione rumena ndr.) e guardiamo la TV”. L’Italia viene invece definita come “qui lavoriamo quando si può, mangiamo, dormiamo, ascoltiamo manele e guardiamo la TV”. Speciali definizioni per il nord Italia chiamato “Luogo di lavoro per calciatori” e per il sud visto eufemisticamente come luogo per “turisti che fuggono dalla polizia”.

La definizione più bella è forse quella affibiata alla Moldavia definita come la terra dei “fratelli nel monolocale”, ma interessanti sono anche il Belgio visto come la terra dei “francesi che parlano inglese” o l’Estonia vista come “il vicino con internet veloce”.

Interessante vedere come i diversi paesi siano visti, o addirittura percepiti, diversamente a seconda del punto di vista. Oggi abbiamo osservato come l’Europa può essere vista da Bucarest.