Archivio

Posts Tagged ‘tradizione’

Addio Enzo Bearzot

dicembre 22, 2010 Commenti disabilitati

Ieri è morto Enzo Bearzot, l’allenatore dell’Italia campione del mondo di Spagna 82. Io non ricordo molto di Enzo Bearzot, tantomeno ricordo nulla di quel mondiale. L’anagrafe non gioca a mio favore per quel mondiale.
Certo le immagini dell’aereo che torna dalla Spagna con Bearzot che gioca a briscola con Causio, Zoff e Pertini, lo stesso presidente con la sua pipa da mondiale, Spillo Altobelli, l’urlo di gioia di Tardelli e il gol decisivo di Pablito Rossi contro il Brasile sono scene viste in tivù centinaia di volte. Ricordo ancora che crescendo, negli anni successivi al mondiale, la mia prima maglietta da calcio fu proprio la maglietta della nazionale italiana dell’82 con su scritto il numero 16 di Bruno Conti, non me la ricordo molto bene quella maglietta, ma mi ricordo che “pungeva” sulla pelle.
Tornando al Mondiale ormai divenuto parte della nostra tradizione, il gol decisivo di Rossi contro il Brasile rimane uno degli episodi della mia infanzia di cui la mia mamma mi ha parlato per anni: io piccolo e innocente stavo nel passeggino ignaro di quanto stesse accadendo quando l’esultanza improvvisa del mio babbo, le sue grida di gioia al gol di Pablito innescarono nel sottoscritto -all’epoca un bamboccio di poco più di sei mesi – un pianto ininterrotto e isterico.
Ecco, posso dire di aver pianto per l’Italia di Bearzot.

…Addio Vecio…

 

Enzo Bearzot

La foto di Enzo Bearzot è stata presa da qui

I 12 migliori film del decennio

novembre 21, 2010 2 commenti

Ho trovato su Smashinglists.com la lista dei migliori 12 film stranieri (e per stranieri, ovviamente loro intendono non americani) del decennio. Non sorprende che non ci siano film italiani – se a qualcuno viene in mente un film nostrano al di sopra della media fatto nell’ultimo decennio, vi prego di segnalarmelo –  e forse anche questo è un segno dell’imbarbarimento culturale nazionale.

E’ una piacevole sorpresa trovare un film rumeno, anche se poi sorpresa non è tanto per chi segue il cinema rumeno e i successi ottenuti negli ultimi anni. 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni si posiziona al sesto posto fra i migliori film stranieri del decennio. Diretto da Cristian Mungiu, di cui avevo già parlato qui, il film ha anche vinto la palma d oro a Cannes nel 2007.

Mi è venuta la voglia di andare a rivedermi il film, buona serata a tutti.

VADO VIA/RESTO QUI

novembre 10, 2010 5 commenti

Perche’ forse un po’ parlavano anche a me in questo dialogo:

Fabio – Vado via perché non se ne può più

Roberto – Vado via perché non mi sento un eroe

Fabio – Vado via perché preferisco i paesi dove ci si può annoiare

Roberto – Resto qui perché non ho proprietà ad Antigua

Fabio – Resto qui perché non voglio andare a Antigua

Roberto – Vado via perché voglio dimenticare tutto quello che ho visto

Fabio – Resto qui perché voglio sentire le canzoni in italiano

Roberto – Resto qui per scoprire chi è stato

Fabio -Vado via perché mi sa che va via anche Cassano

Roberto – Vado via perché non voglio più chiedermi cosa c’è sotto

Fabio – Vado via perché questo è il paese che ha inventato il “me ne frego”

Roberto – Resto qui per vedere lo Stato conquistare il Sud

Fabio – Resto qui per vedere il tricolore conquistare il Nord

Roberto – Vado via per sentirmi normale

Fabio – Vado via perché non voglio vivere dove comandano le mafie

Roberto – Resto qui perché non voglio che le mafie continuino a comandare

Fabio – Vado via perché non sopporto le feste patronali

Roberto – Vado via perché qui si applaude ai funerali

Fabio – Resto qui perché questa sera ho ascoltato Roberto Benigni

Roberto – Resto qui perché questa sera perchè mi hanno fatto un regalo Roberto Benigni e Claudio Abbado

Fabio – Resto qui perché mi hanno fatto un regalo bellissimo Angela Finocchiaro , Nichi Vendola, Daniele Silvestri e poi perchè voglio ammazzarmi di carboidrati

Roberto – Vado via perché preferisco mangiare peggio ma vivere meglio

Fabio – Vado via perché il cinquantennale di Piazza Fontana non lo potrei sopportare

Roberto – Resto qui perché a dicembre ci sono le arance buone

Fabio – Vado via perché può bastare

Roberto – Vado via perché mi è già bastato

Fabio – Vado via perché a Milano cacciano i bambini Rom

Roberto – Vado via perché dev’essere bellissimo tornare qui da turista

Fabio – Vado via perché non voglio veder crollare altri pezzi di Pompei

Roberto – Resto qui finché Mina non torna in tivù

Fabio – Resto qui perché due figli non li sposti facilmente

Roberto – Resto qui perché sono italiano

Fabio – Vado via perché dobbiamo sgomberare il palco per il finale

Spiegare le veline e il “velinismo”

agosto 31, 2010 2 commenti

In questi giorni leggo con attenzione tutti gli aggiornamenti del Circo Gheddafi e del suo scorazzare per le strade di Roma, dispensando oboli di partecipazione e offrendo la possibilità di conversione religiosa con rito abbreviato e copia del corano rilegato in pelle 25X34 in regalo (consegna immediata!). Ammetto che non è facile spiegare la cosa a chi non conosce molto bene l’Italia, soprattutto quando ti capita di scoprire come sono state selezionate le balde giovani (assieme a 200 baldi maschietti, si, si, mica son solo donne).

E mentre mi sorprende l’affermazione del Sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale afferma che “Gheddafi è un animale politico eccezionale. Ha i soldi, ha il petrolio e fa splendidamente l’interesse della sua nazione. Tocca a noi fare il nostro interesse. Il punto è questo”. Intendiamoci, mi colpisce per il suo essere così delirante nella sua sincerità. Il punto è un altro, vi chiederete voi cosa c’entra tutto questo che ho scritto fin qui con le veline, il velinismo o tantomeno con la Romania e Bucarest (che sono gli argomenti di questo blog). Beh, il fatto è che ieri sera ho provato a spiegare alla mia ragazza cosa sta accadendo in Italia per la visita del premier libico e, nonostante lei parli benissimo italiano, c’è stato un momento di spaesamento da parte sua quando ho definito queste hostess affittate per Gheddafi come delle veline, e mi sono messo a parlare di “velinismo”, corrente nazional-popolare del superficialismo catodico nostrano.

Diciamo che davanti alla domanda: “Che cos’è una velina?”, io mi trovo ancora un po’ spiazzato. Come spieghereste voi a chi non ha subito il bombardamento mediatico infantile fatto di Veline, Letterine, Schedine, Letteronze e Gheddafine, cosa sono questi personaggi, o meglio, in cosa consiste la loro professionalità?

Ogni suggerimento è ben accetto.

2 Giugno 1981

giugno 2, 2010 4 commenti

Il 2 Giugno 1981 moriva a Roma Salvatore Antonio Gaetano, meglio conosciuto come il grande Rino Gaetano. A poco più di trent’anni un’incidente d’auto si portava via l’artista calabrese.

Per tutte quelle generazioni che come la mia hanno conosciuto la sua musica solo attraverso vecchie registrazioni e video su youtube, a me piace ricordarlo con due video che rappresentano due caratteristiche di Rino cantautore: da un lato il suo modo di fare diretto e scanzonato, senza timori o reverenze nei confronti dell’Italietta dei tempi, un paese che si stava avvitando su se stesso negli anni di piombo. Esempio del rapporto di Rino con questa Italietta è il video qui sotto: si tratta della partecipazione di Rino a Aquario nel 1978, programma di Maurizio Costanzo con la partecipazione della Dama della famiglia Agnelli.

Dall’altro lato la semplice bellezza popolare dei suoi testi. Bellezza che si rivede in un testo forse meno famoso, ma ricco di verve popolare: Agapito Malteni il Ferroviere

Ciao Rino.  Chissà cosa ne avrebbe cantato Rino del mondo 2.0 di oggi, di internet, dei blog, del mondo virtuale e dei social network…forse avrebbe detto Nuntereggae Chiù

Eurovision 2010: la Romania scherza col fuoco

giugno 1, 2010 Commenti disabilitati

Il fine settimana appena trascorso ha visto la conclusione dell’EuroVision Song Contest 2010 in diretta da Oslo. La manifestazione, da anni snobbata in Italia, è un evento mediatico in gran parte d’Europa, soprattutto nell’est. La competizione canora ha forse contribuito negli ultimi anni al riavvicinamento dei popoli jugoslavi in maniera molto più incisiva di molte conferenze di pace: la competizione si basa sul televoto, ma non è permesso votare per il rappresentante del proprio paese. Ed ecco che i serbi votano in massa per i croati e i bosniaci, e viceversa secondo i vari incroci possibili. Stessa sorte con Russia e i paesi ex-sovietici.

E la Romania? Quest’isola di latinità in un mondo di slavi? L’interesse mediatico nei confronti dell’evento non raggiunge forse i livelli della ex-Jugoslavia ma la manifestazione si fa notare. Ieri mattina Adevarul riportava la notizia che la finale dell’Eurovision ha avuto più spettatori dell’amichevole Ucraina – Romania. Un risultato non da poco che premia gli spettatori con il terzo posto finale del duo Paula Seling & Ovi, i quali si sono esibiti in inglese con il brano: Playing with fire


Il brano non passerà forse alla storia, però notavo il cantante (Ovi) che pare un Nek di Romania con una decina di chili di troppo, e la cantante (Paula) in un vestito di pelle nera da super panterona.

Spiegare la resistenza

aprile 25, 2010 1 commento

Perchè poi solo girando per la blogosfera, si trovano persone che forse hanno idee simili alle tue, e che credono sia importante scrivere un post per il 25 Aprile.