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Vacanze a Bucarest: commenti di un fine settimana domestico

maggio 25, 2010 10 commenti

Dopo alcuni giorni di latitanza, eccomi a scrivere nuovamente. La ragione della lontananza dalla rete è stata la visita dall’Italia di genitori e zii. Un fine settimana lungo in giro per Bucarest, con tanto di capatina nei non lontani Carpazi.
Giorni di babysitteraggio intensi dai tanti risvolti piacevoli. Certo la Romania non è un paese che molti sceglierebbero come destinazione turistica (io ci sono venuto a vivere invece 🙂 e quindi ero molto curioso di vedere come la famiglia avrebbe guardato a questa città, cosa avrebbe notato, osservato, respirato, capito, ignorato, gustato, disgustato, domandato, pensato, commentato e molti altri -ato.
L’obiettivo non è certo quello di riportare in questa sede tutte le nostre conversazioni, e non, dei giorni scorsi, ma ci sono alcuni commenti che mi hanno colpito e che spero interpretino almeno in parte l’idea con cui sono risaliti sull’aereo zii e genitori. Il mio babbo è rimasto affascinato dalla maestosità folle della Casa del Popolo, risultato della follia di un uomo che univocamente ha lasciato al paese una pesante eredità: “un luogo che bisogna vedere per poter almeno tentare di farsi un’idea di cosa sia Bucarest”.
La mia mamma invece è rimasta colpita dal Museo del Villaggio (Museo Satului), non solo per l’idea originale che sta alla base del Museo, ma anche per tutti gli utili suggerimenti che ha potuto trarre dalle spiegazioni sulle tecniche di costruzione delle case nelle campagne rumene: “certo che una volta la gente era in grado di vivere in sintonia con la natura, facendo un uso migliore delle limitate risorse a disposizione”. Insomma, quanti accorgimenti delle case di campagna possono essere ripresi e utilizzati anche oggi. Per chi non lo sapesse, il Museo del Villaggio è un museo all’aperto iniziato negli anni 30 dove sono state portate e ricostruite in loco abitazioni tipiche dei diversi luoghi della Romania. Sono quasi tutte case originali smontate dai loro luoghi originali e rimontate qui a Bucarest.
Mi ha colpito cosa ha detto la mia zia passeggiando nella piazza di Brasov durante una assolatissima giornata: “dovremmo portare qui in visita tutti i leghisti”. Il suo era un modo per dire che la gente prima di giudicare dovrebbe vederle le cose. Correggimi se sbaglio zia.
L’ultimo commento lo lascio a mio zio e all’ultima sera che abbiamo trascorso tutti assieme qui a Bucarest: “ero venuto qui con un’idea e l’ho cambiata in questi giorni”. Forse questo pensiero era comune a molte persone che vengono in visita qui nella capitale, compresa l’allegra combriccola che era venuta a farmi visita. Ed è anche una prova di quanto sia importante viaggiare e conoscere. E per ogni persona che venendo qui riesce ad abbandonare pregiudizi o idee preconcette, io divento un po’ più contento. Ammetto che la cosa non è facile venendo dall’Italia, dove i mezzi di informazione non aiutano. Ma io posso dire di esserci riuscito in questo caso, merito di genitori e zii che sanno ascoltare, e che sono persone di vedute larghe!
Qualcun’altro che vuole venire in vacanza in Romania quest’estate?

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