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Posts Tagged ‘cibo’

Mia nonna una volta era cinese

aprile 28, 2011 3 commenti

Il sud est asiatico significa che prima o poi il contatto con la Cina inizia a diventare evidente. E non sto parlando di simpatiche e distinte signore che in albergo ti avvisano di aver terminato la colazione con rutti memorabili. E nemmeno del fatto che i turisti cinesi si riconoscano dai decibel.

Ho scoperto ieri che l’espressione usata in cinese mandarino per chiedere ‘come stai?’, se tradotta letteralmente sarebbe ‘hai mangiato?’. Questo, oltre a essere prova di come il cibo, e tutto quello che ruota attorno a esso, siano un perno della societ’ cinese, prova anche in maniera intrinseca che la mia nonna deve essere stata cinese in una qualche vita passata. No, non sto dicendo che la mia nonna rutti a fine pasto, e nemmeno che urli invece di parlare (anche se con l’eta’ devo dire che il tono di voce si e’ alzato). Il punto e’ che sin da quando ero ragazzino, me la ricordo sempre a chiedere ‘hai mangiato?’, ‘hai fame?’, ‘e mangia bello della nonna’, ‘vuoi un altro po’? (questo al terzo piatto di pasta).

Sono giunto alla conclusione che tutte queste domande siano prova intrinseca del fatto che la mia nonna debba avere qualcosa a che fare con la Cina. Lei e’ una persona molto educata, che non solo chiede sempre come sto, ma mi chiede anche se ho mangiato. Prova dunque di una commistione culturale interessante.

E le vostre nonne? Anche loro ossessionate dal cibo, e dal timore che i loro nipoti all’estero non mangino il giusto solo perche’ non e’ possibile rifilargli chili di grana padano, prosciutto crudo, conserva fatta in casa, pasta voiello e pomodorini secchi sott’olio?

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Schnitzel siciliano

settembre 3, 2010 Commenti disabilitati

Questa mi mancava…lo schnitzel che da piatto tipico d’Oltralpe, diventa una specialità siciliana…l’Europa Unita delle cucine è già qui.

E se ti dicessi che ogni 4 secondi un bambino muore di fame in Niger? Ci troveresti qualcosa da ridere?

luglio 7, 2010 8 commenti

Si lo so, il titolo forse sembra fatto per attirare l’attenzione, ma in realtà vuole richiamare l’attenzione su una cosa che ho letto ieri. Leggo Spinoza.it, ho anche la loro maglietta (un regalo dal salone del libro di TO) che recita “Be Serious” e mi sarò riletto 10 volte l’ultimo post che hanno scritto intitolato “E’ morto Taricone”. Ora, Spinoza è fatto anche di altri blog che gli girano attorno. Uno di questi è Kra*Satira e il suo ultimo post a cui si riferisce il titolo di questo post.

Kra fa della satira sul fatto che ogni 4 secondi un bambino muoia di fame in Niger, e devo dire che alcuni passaggi fanno pensare. All’inizio mi aveva lasciato un po’ perplesso, perchè l’argomento è sicuramente di quelli che lasciano poco spazio ai sorrisi; ma poi la logica è, mutatis mutandis, simile a quella che si ritrova dietro al post titolato a Taricone.

Si potrebbero aprire mille discussioni sull’opportunità di fare satira su un argomento come quello del Niger, ma non sta a me farlo. Io volevo solo riportare il post di Kra, che a me è piaciuto.

In questo locale è permesso fumare

aprile 29, 2010 Commenti disabilitati

Nel caso in cui a uno malauguratamente venisse voglia di smettere di fumare, ecco trovata la soluzione.

In tutti i locali c’è lo stesso messaggio all’ingresso: In questo locale è permesso fumare.

Per un paese che ha fatto del tabagismo un suo marchio registrato, non sorprende che i gestori dei locali si premurino di ricordare a tutti i potenziali clienti che fumare è permesso. Il fatto è che qui la direttiva europea antifumo è stata interpretata come fu in Spagna agli albori. Nel senso che non è stato imposto a tutti i locali pubblici di adoperarsi a divenire locali per non fumatori, e poi, solo se e chi voleva, poteva ricavare un’area per fumatori.  No! Il genio dacio (dei Daci ndr) ha seguito forse l’esempio iberico interpretando la direttiva a modo loro. Il che vuol dire: io legislatore ti dico di scegliere: fumatori o no.

E in un paese dove poco ci manca che si fumi pure in sala parto, secondo voi la gente cosa ha scelto? Spesso quando torno in Italia devo essere all’aereoporto molto presto per il primo volo del mattino (alle 5 di solito, sigh,sigh…) e ancora non mi capacito del fatto di trovare il deserto una volta attraversato il controllo bagaglio a mano. I negozi deserti (normale direte voi, alle 5 del mattino chi volete che si compri la damigiana da due litri di profumo chanel in offerta) non lo sono per la mancanza di viaggiatori. Basta qualche metro in più e il bar dell’aereoporto (due euro per un cornetto, ladri mariuoli) ricorda la nebbia in val padana. Decine di viaggiatori affollati a fumare in un bar che visto da fuori pare un acquario annebbiato. Certo che per fumare una sigaretta alle 5 del mattino, ci vuole uno stomaco non da poco.

L’ontologia del fico

aprile 26, 2010 Commenti disabilitati
“Io non capisco la gente che non ci piacciono i fichi”, cantava Guccini, lanciandosi poi nell’ontologia del fico. Continua il buon Francesco, “i fichi son quella cosa pregevoli assieme al prosciutto, mangiabili in parte o del tutto da soli o sia pure in alcun..”
In questa stagione dell’anno non si trovano i fichi qui a Bucarest, ma penso nemmeno in Italia. Cosa invece è comparso sugli scaffali del supermercato sono i fichi d’India. Il reparto di frutta esotica del Carfur, grande quanto il sedile posteriore di una Cinquecento, ha due mensole frigo, e tre prodotti rachitici. Ma su questo si può anche sorvolare, insomma è tutta frutta importata, e io non mi aspetterei la migliore qualità. Se poi uno pensa anche alle emissioni di CO2 per poter trasportare questi prodotti fin qui, passa proprio la voglia di mangiarli. Diciamo che i fichi d’India rumeni mi fanno tornare in mente i pomodori dei supermercati olandesi: estremamente lontani dall’essere appetitosi.
Ma poniamo pure che in noi non risieda alcuna coscienza ambientalista, e che si sia solo interessati a gustarci questi fichi, assieme al prosciutto, soli o in compagnia. Abbasso lo sguardo e vedo il prezzo, accuratamente documentato e riportato nella foto qui sotto. 80 Lei al chilo per i fichi, che detto in Euri fa 20 Euri al chilo. Chissà quante risate si stanno facendo ai piani alti del Carfur…ricarico del mille per mille, o poco ci manca.
Il lucro sulla delocalizzazione del fico.

Etichetta dei Fichi d'India a 20 Euri al chilo