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Posts Tagged ‘teatro dell’assurdo’

Succede a Bucarest

giugno 23, 2011 1 commento

A Bucarest fa caldo, in casa senza aria condizionata ci si squaglia già alle sette del mattino. L’estate è ormai arrivata prepotente sul cemento dei viali cittadini, e si trova rifugio solo nel verde dei parchi o nella pioggia che precisa arriva nel fine settimana. Non riesco a scrivere con costanza sul blog, ma non è il caldo. Ci sono alcune perle di attualità che però non voglio far passare invano, ed eccomi qui dunque a scriverne in questa mattina di città. Oggi vi narro di quella volta in cui una coppia di amici dovette chiamare la polizia perché durante la notte dei ladri avevano rapinato la loro azienda (al pian terreno di un condominio). Risultato? Ovviamente nessuno pensava di poter mai recuperare il maltolto, ma sentirsi dire dalla polizia che rischiavano di dover pagare una multa di seimila Ron, circa millecinquecento euri, per non aver installato un sistema d’allarme in ufficio, qualche dubbio su come giri il mondo te lo fa venire. Ma poi Rino Gaetano cantava ad esempio a me piace il sud

Mia nonna una volta era cinese

aprile 28, 2011 3 commenti

Il sud est asiatico significa che prima o poi il contatto con la Cina inizia a diventare evidente. E non sto parlando di simpatiche e distinte signore che in albergo ti avvisano di aver terminato la colazione con rutti memorabili. E nemmeno del fatto che i turisti cinesi si riconoscano dai decibel.

Ho scoperto ieri che l’espressione usata in cinese mandarino per chiedere ‘come stai?’, se tradotta letteralmente sarebbe ‘hai mangiato?’. Questo, oltre a essere prova di come il cibo, e tutto quello che ruota attorno a esso, siano un perno della societ’ cinese, prova anche in maniera intrinseca che la mia nonna deve essere stata cinese in una qualche vita passata. No, non sto dicendo che la mia nonna rutti a fine pasto, e nemmeno che urli invece di parlare (anche se con l’eta’ devo dire che il tono di voce si e’ alzato). Il punto e’ che sin da quando ero ragazzino, me la ricordo sempre a chiedere ‘hai mangiato?’, ‘hai fame?’, ‘e mangia bello della nonna’, ‘vuoi un altro po’? (questo al terzo piatto di pasta).

Sono giunto alla conclusione che tutte queste domande siano prova intrinseca del fatto che la mia nonna debba avere qualcosa a che fare con la Cina. Lei e’ una persona molto educata, che non solo chiede sempre come sto, ma mi chiede anche se ho mangiato. Prova dunque di una commistione culturale interessante.

E le vostre nonne? Anche loro ossessionate dal cibo, e dal timore che i loro nipoti all’estero non mangino il giusto solo perche’ non e’ possibile rifilargli chili di grana padano, prosciutto crudo, conserva fatta in casa, pasta voiello e pomodorini secchi sott’olio?

150 anni buttati nel gabinetto

dicembre 13, 2010 7 commenti

No, ma dico alla Rai cosa gli è successo? Meno male che non ci sono più i dialetti sembrano dire le pubblicità per i centocinquanta anni dell’unità d’Italia. Come se adesso ci capissimo senza problemi, e andassimo tutti d’amore e d’accordo solo perchè si parla (quasi) la stessa lingua – anche se sono dell’idea che uno di Trieste, ma anche uno di Cuneo, con la mia nonna non è che comunicherebbero poi più di tanto.

Insomma, fatto sta che la Rai ha fatto la bellissima pensata di celebrare l’unità buttando tutto quello che è il patrimonio dei dialetti nel gabinetto. Ma senza dialetti, Aldo, Giovanni e Giacomo come avrebbero mai potuto parlare della cadrega? E chi mai avrebbe colto l’ilarità di Massimo Troisi nei suoi dialoghi con Lello Arena nei panni dell’arcangelo Gabriele? E la poesia dei versi in genovese di De Andrè, la comicità dell’allenatore nel pallone di Lino Banfi, il cuore con cui Venditti canta Roma, la pungente milanesità di Giorgio Gaber, la malafemmena di Totò cantata da Roberto Murolo o da James Senese, il pathos dei pupi siciliani. E ancora, dove andrebbe a finire il fascino della lontana Sardegna senza il suo dialetto? O cosa accadrebbe al “Mandi“, saluto friulano?

E non voglio dimenticare Gipo Farassino, Raul Casadei, i neomelodici napoletani e Leone di Lernia, perchè anche loro sono parte dei nostri dialetti, e  tutti loro almeno una volta ci avranno strappato un sorriso.

Di tutto questo, ecco cosa ne ha fatto la Rai in pochi secondi – altro che teatro dell’assurdo – piuttosto un teatrino vicino al baratro:

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Berlusconi Basescu Sarkozy: oggi al lavoro non si parlava d’altro

novembre 22, 2010 Commenti disabilitati

Cosa si saranno detti i tre all’ultimo vertice di Lisbona? Oggi al lavoro non si parlava d’altro. Qui di seguito la mia personale quanto irreale interpretazione…

Basescu: senti ma allora per quell’affare? Mutu, il ragazzo ha bisogno di una nuova possibilità, per riscattarsi, far vedere che è un bravo giocatore.

Sarkozy: guarda non so, ho provato a parlare con Deschamps, magari se lo compra lui. Ma non basta lo sai.

Basescu: si, si lo so, se ti prendi Mutu, ti regalo Hagi, Vicolo Corto e dieci Dacia immatricolate nel 78 da regalare al prossimo incontro della Africa Francofona.

Sarkozy: sfotti, sfotti, guarda che continuo a rimandarti altri rom a casa. E poi Vicolo Corto non lo voglio!

Basescu: ma se te lo do senza nemmeno dover passare dal via!

Sarkozy: senti lascia perdere, e poi a dirti la verità Mutu è un brocco, lo dice anche mia moglie. Ora vado, và.

Basescu: ma senti, ma dai, almeno Mutu, altrimenti non se lo prende nemmeno l’Albinoleffe

Sarkozy: parlane con quell’altro là che ti dice lui come fare

Basescu: l’altro chi?

Sarkozy: l’italiano, chi altro.

Basescu: vabbè, ora vado

Sarkozy: vai, vai che a me chiama Carlà.

Basescu: Ba* Silviule.

Berlusconi: uè Traian, come stai? qualche gnocca l’hai portata?

Basescu: guarda, ho appena parlato con Nicola, ed era risentito, non vuole comprarsi Mutu

Berlusconi: ooohhh, ma tu qualche minorenne gliela hai offerta?

Basescu: ma è illegale!

Berlusconi: nessuna minorenne? ma tu sei pazzo caro mio.

Basescu: e come la giustifico una cosa del genere?

Berlusconi: digli che è la nipote di Jean-Marie Bockel

Basescu: si ma lo sai poi che con l’Africa non si sa mai come reagiscono.

Berlusconi: io ti do il numero di Gagliani, chiama lui e vedi se te lo piazza con il Cittadella

Basescu: grazie Silviule, non so che dire. Una Dacia in regalo la vuoi?

Berlusconi: no guarda, scappo che questi giornalisti non li sopporto più.

Basescu: si, poi rischi che facciano delle domande

Berlusconi: a dire il vero, ho un appuntamento con la cameriera del bar di sotto. L’ho abbordata stamane prima di fare colazione…

 

Spiegare le veline e il “velinismo”

agosto 31, 2010 2 commenti

In questi giorni leggo con attenzione tutti gli aggiornamenti del Circo Gheddafi e del suo scorazzare per le strade di Roma, dispensando oboli di partecipazione e offrendo la possibilità di conversione religiosa con rito abbreviato e copia del corano rilegato in pelle 25X34 in regalo (consegna immediata!). Ammetto che non è facile spiegare la cosa a chi non conosce molto bene l’Italia, soprattutto quando ti capita di scoprire come sono state selezionate le balde giovani (assieme a 200 baldi maschietti, si, si, mica son solo donne).

E mentre mi sorprende l’affermazione del Sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale afferma che “Gheddafi è un animale politico eccezionale. Ha i soldi, ha il petrolio e fa splendidamente l’interesse della sua nazione. Tocca a noi fare il nostro interesse. Il punto è questo”. Intendiamoci, mi colpisce per il suo essere così delirante nella sua sincerità. Il punto è un altro, vi chiederete voi cosa c’entra tutto questo che ho scritto fin qui con le veline, il velinismo o tantomeno con la Romania e Bucarest (che sono gli argomenti di questo blog). Beh, il fatto è che ieri sera ho provato a spiegare alla mia ragazza cosa sta accadendo in Italia per la visita del premier libico e, nonostante lei parli benissimo italiano, c’è stato un momento di spaesamento da parte sua quando ho definito queste hostess affittate per Gheddafi come delle veline, e mi sono messo a parlare di “velinismo”, corrente nazional-popolare del superficialismo catodico nostrano.

Diciamo che davanti alla domanda: “Che cos’è una velina?”, io mi trovo ancora un po’ spiazzato. Come spieghereste voi a chi non ha subito il bombardamento mediatico infantile fatto di Veline, Letterine, Schedine, Letteronze e Gheddafine, cosa sono questi personaggi, o meglio, in cosa consiste la loro professionalità?

Ogni suggerimento è ben accetto.

Ciulatina

luglio 1, 2010 2 commenti

Ciulatina International:

SAN PAOLO – Silvio Berlusconi ha raccontato una nuova barzelletta ieri sera agli imprenditori italiani e brasiliani che ha incontrato a San Paolo: ha dichiarato di soffrire di mancanza di memoria e ha continuato: ”Stamani in albergo volevo farmi una ‘ciulatina’ con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: ‘presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa’…”’. (RCD)

Foto della domenica (parte 2)

aprile 18, 2010 Commenti disabilitati

Un sorriso con queste foto per cominciare una nuova settimana, anche se a me viene il dubbio che non facciano poi tanto sorridere. Giudicate voi.

L'inglese questo sconosciuto, qualcuno giura di aver visto passare Biscardi da questo ostello.

E poi guai a chi si lamenta che i bambini vengono su violenti. Se al reparto alcolici troviamo il "Bambino Party", la cosa avra' pur qualche conseguenza prima o poi.

Le tristezze turistiche non potevano mancare! Pranzo con Dracula